Addio Alitalia. Addio posti di lavoro.
La CAI (compagnia aeronautica italiana) ha ritirato l’offerta, dopo durissimi scontri contro i sindacati e le organizzazioni di piloti e assistenti di volo. 19.800 dipendenti (fonte dedalonews) sono ora a serio rischio di trovarsi senza lavoro. In mesi di trattative non si è in grado di giungere ad un accordo che non sia o tutto bianco o tutto nero.
Il governo concede alla CAI ancora tre giorni per rientrare nella trattativa, prima del baratro chiamato Fallimento. Il ministro del lavoro Sacconi segnala però, agli esultanti dipendenti che festeggiano l’ennesima caduta delle proposte contrattuali, che non ci sono altre aziende / cordate disposte a entrare in trattativa. Nemmeno Lufthansa né di Airfrance!
Ma all’estero cosa si dice di questa terrificante e umiliante situazione?
Il sito boston.com scrive:
Alitalia, a national symbol for more than six decades, has been the victim of political interference, labour disputes, mismanagement and, more recently, soaring fuel costs [...]
Travelmole rincara la dose:
Alitalia remains on the ‘edge of an abyss’ after an investor group walked away from a rescue bid. [...]
Dalle colonne del Financial Times:
A consortium of Italian investors yesterday withdrew its takeover offer for Alitalia because of opposition from trade unions, leaving the loss-making flag carrier staring at bankruptcy, barring last-minute government intervention. [...]
Insomma. L’ennesima figura di me**a davanti al mondo!
Tags: alitalia, compagnia aeronautica italiana, financial times, investor group, lufthansa, ministro del lavoro, sacconi



September 19th, 2008 at 10:41 am
[...] Articoli interessanti sulla vicenda Alitalia: Addio Alitalia [...]
September 19th, 2008 at 2:43 pm
Beh, si.
Berlusconi e quindi il governo si assumeranno le responsabilità di questo grave fatto.
È impensabile non accettare la proposta iniziale fatta da AIRFRANCE.
Se i soldi che lo stato pagherà di debiti di alitalia, lo stato li investiva in una quota della nuova societa controllata da airfrance, ora avremmo una compagnia inserita nel contesto attuale del trasporto aereo (se non vado errato airfrance e altri sono un blocco, poi c’è lufthansa e altre in un altro e poi le low cost ryan e easyjet assieme).
in ogni caso fosse andata, alitalia sarebbe rimasta senza intervento estero una compagnia ‘locale’ che doveva combattere la concorrenza di trenitalia.
milano roma in treno alta velocità è assolutamente più rapido di un volo malpensa fiumicino.
e costa meno.
ciao