L’Europa boccia il cosiddetto prestito ponte per dare ossigeno ad Alitalia.photo by filmsintv.blogspot.com

Nel frattempo il Governo si dice convinto che, a breve, (se non sbaglio la stessa cosa era stata detta a marzo…), la cordata verrà allo scoperto.

Ora mi domando: mettiamo pure il caso che i vari, (cito i nomi che vengono considerati papabili), Benetton, Tronchetti Provera,  aggiungiamoci pure una qualche banca ed altri, mettano fuori i soldi e salvino Alitalia.

Mettiamo anche che tirino fuori abbastanza fondi per approntare un piano industriale degno: a quel punto? Chi se ne intende di aerei? Inoltre, crediamo che degli imprenditori seri sborsino soldi per un carrozzone qual è la nostra compagnia di bandiera senza avere nulla in cambio? E siamo sicuri anche che Il Governo non debba cedere a delle loro richieste per convincerli ad aprire i portafogli? Alla fine, tenendo presente solo questi due aspetti, c’è qualcuno che ci rimetterà? Secondo me i cittadini sulle cui teste voleranno accordi fatti: da una parte per non perdere la faccia, il Governo, e dall’altra, gli imprenditori, per trarre benefici che, in Italia solitamente si risolvono nella possibilità di operare in monopolio o quasi in un settore X, facendo pagare certi servizi più di quanto non occorra per aumentare i fatturati a scapito della qualità.

Tutta questa operazione è talmente trasparente che, (fonte il Sole 24ore), il Governo, con apposito provvedimento, ha deciso di contravvenire agli obblighi informativi delle società quotate: in pratica si introduce una deroga alla L. 474 del ’94, solo per Alitalia facendo si che il Consiglio dei ministri possa individuare per conto proprio la presentazione di un’offerta indirizzata alla società e, con il comma 3 del provvedimento, si aggiunge che nel periodo intercorrente fra l’individuazione del soggetto e la presentazione dell’offerta, “le attività finalizzate alla preparazione dell’offerta stessa, non danno luogo ad obblighi informativi ai sensi del Decreto Legislativo 24 febbraio ’98 n.58…Come dire: alla faccia dell’Authority di vigilanza.

Altro punto: una volta salvata Alitalia? Pensiamo sia autosufficiente? Ci rendiamo conto che oggi, anche a causa del prezzo del greggio, molte compagnie di dimensioni ben maggiori della nostra sono in seria difficoltà? Crediamo ci sia qualcuno disposto a comprarsi, mi ripeto, il nostro baraccone con annessi, (una flotta vecchia) e connessi, (i niet sindacali se non oggi, nel prossimo futuro)? Air France credo possiamo togliercelo dalla testa, nonostante le dichiarazioni di Berlusconi, dopo che il suo presidente Spinetta ha affermato che per salvare Alitalia ci vorrebbe un esorcista.

La dichiarazione che più spesso si sente ripetere è che bisogna evitare ad ogni costo il fallimento della compagnia, perché? Per quale motivo devo, io cittadino, continuare a sovvenzionare qualcosa che non funziona? Il fallimento non presuppone che in Italia non si volerà più, semplicemente si rifonda un’azienda cominciando un nuovo percorso, (vedasi Sabena e Swissair).

Nel frattempo, avremo risparmiato un sacco di soldi, continueremo a spostarci senza essere terrorizzati da scioperi imminenti e, per finire, l’Italia andrà avanti come sempre anzi, con un fardello in meno.

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