Lo scenario di crescita nell’Eurozona e’ soggetto a rischi al ribasso, connessi soprattutto a un impatto potenzialmente piu’ ampio della rivalutazione del rischio in atto nei mercati finanziari sulle condizioni di finanziamento e sul clima di fiducia e quindi sulla crescita mondiale e dell’area dell’euro, a eventuali ulteriori rincari del petrolio e delle materie prime, nonche’ ai timori circa spinte protezionistiche e un possibile andamento disordinato legato agli squilibri mondiali.
Nel bollettino di dicembre si avvisa che per il 2008 non ci sarà alcun progresso nel risanamentoL’inflazione sui prodotti alimentari è sempre in agguato.

Il venire meno di “fattori temporanei di accrescimento del disavanzo in
Italia” (pari allo 0,3% del Pil dell’area euro) ha contribuito al miglioramento
dei conti pubblici nell’area dell’euro. Lo sottolinea la Banca Centrale Europea
nel bollettino di dicembre, precisando che tale progresso deriva anche “da una
crescita economica relativamente vigorosa”. E tuttavia l’Eurotower non esprime
un giudizio altrettanto positivo per il 2008 sull’economia del nostro Paese: non
ci sarà infatti alcun progresso sul risanamento dei conti pubblici. In Italia è
previsto quest’anno un disavanzo inferiore o pari al 3% del Pil. Per il 2008 la
Bce ha rivisto leggermente al ribasso la previsione di crescita per il 2008. Il
Pil nell’area dell’euro dovrebbe crescere tra l’1,5 e il 2,5% l’anno prossimo e
nel 2009 tra l’1,6 e il 2,6%.

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Nel bollettino si parla anche di:
Deludenti i progressi di risanamentodei paesei in disavanzo

Nei paesi con residui squilibri di bilancio i progressi di risanamento”
sono “generalmente deludenti” e i governi dovrebbero destinare le maggiori
entrate fiscali alla riduzione del disavanzo e non a sgravi fiscali o ad aumenti
di spesa. E’ il monito che lancia la Bce nel suo bollettino mensile precisando
che i miglioramenti dei conti pubblici “sono stati ovviamente favoriti dalla
forte crescita economica, che si e’ tradotta in elevate entrate fiscali e
consistenti introiti straordinari.

Crisi mutui: non c’è stata una contrazione dell’offerta di credito

Per il momento, secondo l’Eurotower, vi sono scarse indicazioni del fatto
che la turbolenza, in atto dagli inizi di agosto, abbia fortemente influenzato
le dinamiche dell’agggregato monetario ampio e di quello creditizio, sebbene
determinate voci di bilancio, quali le quote e partecipazioni in fondi comuni
monetari, possano averne risentito

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