A detta della BCE se l’inflazione non scende o si stabilizzi rischiamo un ulteriore aumento dei tassi di interesse. Secondo me dobbiamo sperare che il prezzo del petrolio scenda un’altro pò e che la crisi continua del dollaro permetta alla FED di abbassare i tassi americani, solo così la BCE abassera anche i nostri tassi.

Desta «particolare preoccupazione» alla Banca centrale europea il «marcato incremento» registrato lo scorso ottobre dall’inflazione di Eurolandia, con un balzo al 2,6% su base annua, ma a causa del «clima di incertezza» che continua a pesare sui mercati finanziari e del credito – dopo l’esplosione della crisi dei mutui subprime – l’istituzione di Francoforte mantiene una linea di cautela per le future decisioni sui tassi di interesse. «Si rende necessario esaminare a fondo maggiori informazioni prima di trarre ulteriori conclusioni per la politica monetaria», afferma la Bce nel suo ultimo bollettino mensile, ricalcando quanto spiegato al scorsa settimana dal presidente Jean-Claude Trichet a seguito della decisione del consiglio direttivo di mantenere i tassi al 4%. La Bce registra un andamento stabile per le previsioni di inflazione degli esperti monitorati nelle sue indagini, ma sottolinea che stanno invece peggiorando la percezione e le attese sui rincari dei prezzi da parte dei consumatori, in base alle inchieste della Commissione Ue. Il contesto vede «le variabili fondamentali dell’economia dell’area (che) restano solide», con «prospettive favorevoli», si legge, ma «soggette a rischi verso il basso legati a un impatto potenzialmente più ampio della rivalutazione del rischio in atto nei mercati», a nuovi rincari del petrolio, nuovi protezionismi nazionali e possibili «andamenti disordinati connessi agli squilibri mondiali». Ma nel frattempo, i dati di ottobre «hanno pienamente confermato – avverte la Bce – che le prospettive per la stabilità dei prezzi sono soggette a rischi» al rialzo. Questo marcato incremento rispetto al 2,1% annuo registrato a settembre, «desta particolare preoccupazione ed è fondamentale – insiste l’Eurotower – che non incida sulle aspettative di inflazione».

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BCE: CRISI DEI MUTUI E CARO PETROLIO, RISCHIO RALLENTAMENTO
La Bce ritiene che “le prospettive di crescita” di Eurolandia siano “soggette a rischi verso il basso legati principalmente a un impatto potenzialmente più ampio della rivalutazione del rischio in atto nei mercati finanziari sul clima di fiducia e sulle condizioni di finanziamento, a ulteriori rincari del petrolio e delle materie prime”. Lo scrive la banca centrale europea nell’ultimo bollettino mensile unendo questi rischi “ai timori di spinte protezionistiche e di possibili andamenti disordinati connessi con gli squilibri mondiali”. Solo presupponendo che l’economia mondiale mantenga una sostanziale tenuta e che il rallentamento degli Usa venga in pare compensato dal vigore dei mercati emergenti – sottolinea l’Eurotower – le stime per il pil nel 2008 “risulterebbero prossime a quella del prodotto potenziale”.

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