JC&Associati esegue un’attenta analisi e fore una critica su chi contava su una prosecuzione delle tendenze degli ultimi 5 anni, le prospettive dell’investimento in obbligazioni in sterline presentano, nonostante una svalutazione del 10%, uno scenario a luci ed ombre.
I movimenti di queste settimane sono per certi versi eccessivi, tuttavia le prospettive dell’economia britannica sono certamente meno brillanti che nel recente passato.
In assenza di un’inversione di tendenza nel breve termine (possibile ma al momento non probabile), una strategia potrebbe essere quella di attendere i nuovi orientamenti della BCE (che a nostro parere potrebbero giungere a metà 2008), che segnalando un atteggiamento meno intransigente sui tassi di interesse potrebbero innescare una temporanea debolezza della valuta europea sia contro dollaro che contro sterlina.

La notevole stabilità del cambio euro/sterlina degli ultimi anni ha tratto molti operatori in inganno, creando la falsa sicurezza che si sarebbe potuto beneficiare dei maggiori rendimenti delle emissioni denominate nella valuta britannica senza eccessivi rischi di svalutazione. In effetti, per circa cinque anni così è stato, chi ha investito in obbligazioni denominate in sterline ha beneficiato in media di rendimenti superiori a quelli in euro in una situazione di sostanziale stabilità valutaria.
Quest’autunno però, la combinazione di notizie sempre più preoccupanti sul lato economico (in particolare del settore finanziario e immobiliare), abbinate alla crisi di Northern Rock (che ha certamente minato la credibilità della banca centrale inglese) e al taglio dei tassi di riferimento, ha creato le condizioni per una significativa svalutazione (circa il 10%) della sterlina contro euro.

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