Parte dalla Cina quest’iniziativa a dir poco giusta.
Le aziende che inquinano e che stanno oltre certi paramentri, non avranno i finanziamenti richiesti e saranno costrette a restituire i finanziamenti in atto.
In questo modo si strozzano le aziende inquinanti, i risultati di questa operazione si vedranno in un futuro, nel frattempo non possiamo far altro che lodare e segnalare un po’ di numeri:

Le ditte non in regola con le norme antinquinamento non avranno finanziamenti bancari e dovranno restituire quelli già ricevuti. Lo ha annunciato ieri Pan Yue, vicedirettore dell’Amministrazione statale per la protezione dell’ambiente (Sepa), d’accordo con la Commissione regolatrice delle banche cinesi. Anche la Banca del popolo di Cina invita le banche a promuovere il finanziamento di industrie non inquinanti.
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Finora i pur decisi interventi della Sepa non hanno ottenuto risultati diffusi, poiché i funzionari locali spesso non applicano la politica di Pechino contro le imprese inquinanti, al punto che Zhou Shengxian, direttore della Sepa, ha riconosciuto, durante un incontro ufficiale, che nel 2007 l’inquinamento delle acque è peggiorato, le industrie inquinanti sono aumentate e ci sono stati almeno 65 disastri ambientali, come le alghe verdi che hanno coperto i laghi Tai, Chao e Dian privando milioni di persone dell’acqua potabile.

Via Asia News

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