Dopo la scadenza del contratto nel 2005, e i continui rinvii, sembra che siano arrivati a un compromesso, il sindacato mirava ad un aumento medio di 188 euro, e l’ABI sta valutando la proposta.

L’Abi ha detto sì alla richiesta di considerare superato il protocollo di luglio del 1993, avanzata dai sindacati dei bancari. La trattativa torna così a esaminare i contenuti di carattere economico. Tema questo su cui il confronto si era interrotto la scorsa primavera. «Il protocollo del 1993 stabiliva che per tutti i contratti, compreso quello dei bancari, l’adeguamento della parte economica corrispondesse al recupero dell’inflazione», spiega Lando Sileoni della Fabi. Un aumento insoddisfacente perché «non consente di mantenere invariato il potere d’acquisto dei salari – aggiunge il segretario generale della Falcri, Francesca Furfaro –. Per questo noi abbiamo chiesto anche un di più legato alla produttività, soprattutto alla luce del fatto che le banche stanno attraversando un momento positivo».
Del resto, racconta il sindacato durante l’incontro di ieri, Fabio Innocenzi che guida la delegazione sindacale dell’Abi, avrebbe detto che i banchieri sono stufi di rincorrere i contratti, quello dei bancari è scaduto da due anni ed è arrivato il momento di tirare le fila. Inoltre le banche hanno bisogno di prospettive certe. I rappresentanti sindacali sono usciti molto ottimisti dalla sede dell’Abi, anche se ora che «si è aperto uno spiraglio sul fronte economico con una disponibilità dei banchieri ad andare oltre l’aumento determinato dall’inflazione – dice Francesca Furfaro – bisogna verificare quali sono i margini di questa disponibilità». Per la parte economica resta valida la proposta fatta dai sindacati all’incontro del 3 aprile che puntava a un aumento medio a regime per il biennio 2006-2007 di 188 euro, pari al 9% in più.

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