Con l’aumento costante del tasso euribor, e il 4,00% del tasso di interesse della BCE (aspettiamoci un possibile aumento di un quarto di punto) si fa sempre più fatica a mantenere il pagamento delle rate del mutuo per quelli che hanno stipulato un mutuo a tasso variabile con la propria banca.
Gli interessi la fanno da padrone e con l’inflazione, la crisi dei mutui subprime, l’euro forte, il dollaro debole aumenteranno sempre di più se non si riesce a calmare questo “andazzo” generato anche dalla speculazione.

Insomma la Adiconsum ha preso a cuore questo problema che sta generando non poche difficoltà in una famiglia che con un mutuo di 100.000 euro per 20 anni genera una rata mensile di 600/700 euro a seconda dello spread, cosa succederebbe se la BCE aumentasse ancora il tasso? e se la rata arriva a 900/1000 euro al mese? lascio a voi le conclusioni.

Se vi trovate in difficoltà a pagare la rata del mutuo avete tre possibilità per ridare fiato alle vostre finanze, allego le tre ipotesi generate dalla Adiconsum:

1. Chiedere alla propria banca un allungamento della durata del mutuo con una riduzione della rata mensile. In questo caso si ritorna ad un rata compatibile con il reddito familiare, che comporta però un maggior costo di interessi complessivo, anche se diluito in più anni. La richiesta da fare alla banca è che questa operazione sia realizzata senza penali e senza costi di commissione. Inoltre è opportuno chiedere il nuovo piano di ammortamento per rendersi conto del maggior costo del mutuo, pur diluito su una durata maggiore.

Questa ipotesi è buona, ma l’incognita del tasso variabile è in agguato si rischia, a lungo andare, di arrivare a 40 anni di mutuo!! eh difficile se non si ha un buon stipendio!

2. Trovare una nuova banca che abbia un costo di interesse minore rispetto a quello in corso e quindi chiedere la portabilità di questo mutuo presso la nuova banca. La portabilità è resa possibile dalla Bersani 2 (legge 40), ma un’interpretazione del sistema bancario ne rende ancora difficile l’applicazione. Nella Finanziaria sono stati proposti specifici emendamenti che prevedono che la portabilità sia senza alcuna spesa e commissione per il consumatore. Poiché alcune banche non hanno ancora provveduto ad adeguarsi alla Bersani 2, è opportuno attendere l’approvazione degli emendamenti nella Finanziaria.

Qui il rischio che la nuova banca, dove avete trasferito il vostro mutuo dalla vecchia banca, possa farvi pagare delle spese che sono fuori dalla legge bersani, in ogni modo il rischio è minore e questa possibilità non è male se passate alla Inpdap che ha dei tassi di interesse molto bassi, ma è sempre da valutare.

3. Ricercare un istituto di credito che applichi interessi siano più bassi e utilizzare questa informazione come strumento per negoziare una riduzione del tasso di interesse con la propria banca e valutare il da farsi. Ricordiamo che il servizio di consulenza Adiconsum può fornire ai consumatori interessati il calcolo sulla convenienza o meno del passaggio da una banca e l’altra.

Qui è come il punto 2 e non è facile districarsi da una banca e l’altra se non si ha un buon consulente.

Qui manca il punto 4 che, secondo me, la Adiconsum non ha considerato cioè la possibilità di passare dal variabile al fisso, magari cercando di informarsi nelle varie banche e senza ulteriore spese con la portabilità in base alla legge Bersani come da punto 2.

Beh, con queste soluzioni c’è poco da scegliere, ma purtroppo la situazione è questa e c’è poco da ridere e bisogna decidere bene cosa fare e ponderare bene i pro e i contro.

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