Nei giorni scorsi il quotidiano britannico The Guardian ha stilato una lista delle conseguenze dell’ipotetica uscita della Grecia dall’Euro, calcolando che la mossa del Paese ellenico costerebbe ben 1000 miliardi di dollari all’intera eurozona, pari a ben il 5% del PIL.

In particolare, ponendo che alle nuove elezioni di giugno trionfino i partiti della coalizione anti-UE – e che quindi la maggioranza politica del Paese diventi di fatto intollerante alle politiche di austherity – le sovvenzioni della Bce e dell’Fmi verrebbero rapidamente a cessare, sostiene il Guardian.

A questo punto, lo Stato, disperatamente in cerca di liquidità, si troverebbe costretto a procedere al congelamento dei conti correnti e ad imporre divieti che impediscano ai capitali di trasferirsi fuori dai confini. Inoltre verrebbero quasi certamente creati in fretta e furia enti statali destinati ad agire sul piano finanziario e tentare di ripagare parte dei debiti.

Tuttavia, dopo nemmeno due mesi lo Stato si accorgerebbe di non essere più in grado di saldare alcun debito in euro, ragion per cui tornerebbe ad una (svalutatissima) dracma, causando le corse agli sportelli tipiche delle grandi crisi.

Infine, i consumi vedrebbero un ribassamento forzato di circa il 30% – spiega il Guardian – mentre l’inflazione, come da copione, sarebbe oggetto di un rialzo verticale. Le condizioni disastrose sarebbero la causa di una massiccia emigrazione di molti giovani lavoratori specializzati verso il continente.

Ma l’uscita della Grecia costituirebbe diversi problemi anche per il resto dell’eurozona: innanzitutto, come accennato, saldare i debiti in euro diverrebbe sempre più difficile, visti i contraccolpi sulla moneta unica di un tale evento; inoltre, il fatto costituirebbe un precedente imbarazzante per l’immagine dell’UE, che diverrebbe un’organizzazione dai tratti incerti i cui membri possono comportarsi come meglio credono.

L’agenzia Reuters, invece, dal canto suo ha stimato una previsione molto più ottimistica, stabilendo che, in caso di uscita della Grecia, le perdite dell’eurozona si attesterebbero su una cifra massima di 200 milioni di euro.

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