Un finanziamento da parte dello Stato, o di una società privata, per reperire risorse a fronte del riconoscimento ai sottoscrittori di un rendimento, ovverosia di un tasso che può essere fisso o variabile. Lo possiamo definire così il prestito obbligazionario che consiste nell’emissione di titoli spesso quotati e quindi negoziabili su un mercato regolamentato. Se ad emettere il prestito obbligazionario è uno Stato, allora i titoli emessi si definiranno proprio titoli di Stato come lo sono ad esempio i Bot ed i Btp. Il rendimento offerto per il prestito obbligazionario ai sottoscrittori, gli obbligazionisti, è di norma direttamente proporzionale al rating, ovverosia ad un giudizio che viene emesso dalle Agenzie specializzate.

Come tutte le altre tipologie di prestiti anche quello obbligazionario deve essere rimborsato con il rating che esprime proprio il grado di solvibilità dell’emittente. All’atto del collocamento del prestito obbligazionario, l’emittente fissa le condizioni e le caratteristiche dei titoli, ovverosia la durata, la quantità emessa e, tra l’altro, anche il tasso. Il rendimento offerto agli obbligazionisti come sopra accennato è funzione del rating, con “AAA” giudizio massimo indicante il grado di solvibilità più solido. Più il rating si allontana da “AAA”, più l’emittente per attrarre gli investitori dovrà offrire tassi più alti in ragione del maggior rischio che gli obbligazionisti devono assumersi.

Un prestito obbligazionario a scadenza, infatti, può essere anche non rimborsato ed in tal caso si parlerà di default. Il default equivale all’insolvenza dell’emittente che in tal caso procede di norma ad una ristrutturazione del debito proponendo agli obbligazionisti il pagamento di una quota parte del valore nominale delle obbligazioni emesse, scadute e non rimborsate ai possessori. Ad andare in default può essere uno Stato sovrano oppure una società privata quotata e non. Tra gli Stati sovrani che negli anni scorsi sono andati in default c’è stata l’Argentina che al tempo non rimborsò i propri titoli di Stato detti “tango bond”.

 

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