Dopo una leggera ripresa del dollaro ci si sta aspettando un brusco calo.
Attualemnte siamo a quota 1,38 Euro segno evidente che le preoccupazioni relative alla crescita USA sono un elemento non proprio favorevole per la valuta statunitense.
Lo YEN comincia a deprezzarsi mentre abbiamo brutte notizie per le materie prime: il greggio è tornato a salire dopo che in Messico sono stati perpetrati attacchi nei confronti di impianti di produzione.
Gli attacchi hanno interessato anche le tubature di gas naturale che è saluto a più del 7% sul mercato.
Ancora OPEC riunita oggi a Vienna per decidere un possibile aumento della produzione..

USA ancora sotto crisi per i mutui subprime, grossi timori per l’innalzamento dei tassi d’inresesse.

I discorsi di alcuni membri della Fed (Mishkin e Yellen in particolare) hanno sottolineato i rischi sulla crescita derivanti dal rallentamento immobiliare e dalla crisi nel settore dei mutui. Dalle dichiarazioni di altri membri Fed sono però emersi anche toni meno certi in merito alle ripercussioni sulla crescita, lasciando intender come all’interno della Fed il dibattito, in vista del Fomc del 18 settembre, potrebbe essere piuttosto animato. Di conseguenza al momento appare ancora prevalente l’ipotesi di un taglio dei tassi limitato a soli 25pb nel prossimo incontro di politica monetaria. Il calo dei tassi si è ieri verificato in una giornata in cui i mercati azionari sono apparsi relativamente stabili a fronte invece di un sensibile allargamento sia degli spread sui titoli dei paesi emergenti sia dei corporate bond, segnali questi ultimi ancora di forte incertezza tra gli operatori. Per oggi il 4,29% rappresenta un importante supporto sul comparto decennale in attesa del discorso di Bernanke nel tardo pomeriggio.

Via Wall Street Italia

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