Credo sia giusto riflettere attentamente prima di toccare argomenti quali: le sorti di quella povera ragazza che da 16 anni vive in stato vegetativo e che risponde al nome di Eluana Englaro.

Personalmente ho già chiarito quale sia la mia posizione al riguardo e, nonostante abbia cercato di comprendere meglio, resto dubbioso sul cosa sia giusto fare.

Ciò che mi lascia allibito e mi sconvolge è l’arroganza con cui buona parte della nostra classe politica gioca con le sorti di una persona per la quale pochissimi di loro provano realmente pietà.

Mi infastidisce l’atteggiamento della Chiesa, a me cattolico, che, nelle parole di Mons.  Fisichella: uomo di grande spessore intellettuale e morale, si dice soddisfatto della decisione della Camera di voler dar contro la sentenza di appello che ha, ad oggi, dato il permesso al padre della ragazza di staccare il sondino che la nutre.

Chi da il diritto a questi signori di indicare la via giusta? Chi sono per poter giudicare la richiesta di un padre convinto di fare la volontà della figlia?

Per quel che riguarda la Chiesa: se è inevitabile, da parte Sua, la difesa ad oltranza della vita, credo sarebbe necessario, in frangenti quale quello di cui stiamo parlando, se non altro di un po’ di riserbo e di carità cristiana.

In Italia, le centinaia di persone che vivono in stato vegetativo permanente sono, per lo più, abbandonate a loro stesse e, in misura massima, sulle spalle dei famigliari che vivono “non vite” dedicando ogni sforzo economico, psicologico e fisico alla cura del corpo di coloro i quali, un tempo, furono i loro compagni/e e/o figli.

Allora, lor signori, prima di prendersi la briga, in nome della morale cristiana che, molti di loro non sanno neppure dove stia di casa, di andare contro le richieste di un padre che, semplicemente, ama la figlia, si mettano una mano sulla coscienza e smettano di voler arrogarsi il diritto di decidere per altri su cose troppo elevate per loro, (il riferimento è ai politici).

Come ho scritto in passato, non credo si possa immaginare una legge che possa permettere l’eutanasia attiva e/o passiva e tutto ciò che ne consegue, per mille motivi fra i quali l’ignoranza credo stia al primo posto ma, in un caso come quello di Eluana, forse, la cosa migliore, sarebbe il silenzio ed il rispetto per scelte che, a mio parere devono restare personali.

Un articolo del Sole 24 ore, mi ha riportato ala mente le parole di Montanelli nell’ultima battaglia che lo contraddistinse nei mesi precedenti la morte: “ Il diritto alla morte è un diritto sacrosanto come il diritto alla vita” ed a questo aggiungeva: “ Noi non pretendiamo che lo Stato riconosca i nostri principi, noi ci accontentiamo che non li perseguiti in pratica”

Credo non resti altro da dire.

 

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