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October 20th, 2008 - 10:21

Federalismo fiscale e Roma Capitale

Articolo scritto da Valerio De Simoni


Nei primi giorni di ottobre a Palazzo Chigi è stato approvato dal Consiglio dei Ministri il disegno di legge sul federalismo fiscale.

La norma:

Il governo Berlusconi si è dato 24 mesi di tempo per definire l’autonomia finanziaria di Comuni, Province, città metropolitane e Regioni nell’applicazione dell’articolo 119 della Costituzione. In una nota diffusa dal Consiglio dei ministri si puntualizza che, con l’attuazione dell’articolo costituzionale sopra citato, sarà superato il sistema di finanza regionale e locale ancora improntato a meccanismi di trasferimento, in cui le risorse finanziarie di regioni ed enti locali non sono stabilite e raccolte dagli enti che erogano i servizi ma derivano loro, in misura significativa, dallo Stato. In questo modo il sistema di finanza derivata non favorisce la responsabilizzazione degli amministratori, né il controllo dei cittadini. Inoltre, i trasferimenti si sono spesso realizzati sulla base della spesa storica; è quindi mancato qualsiasi meccanismo premiante o qualsiasi incentivo all’efficienza. Con il nuovo sistema di finanza locale per il governo il passaggio al nuovo sistema non aumenterà il carico fiscale nei confronti dei cittadini perchè alla maggiore autonomia impositiva di regioni ed enti locali corrisponderà una riduzione dell’imposizione statale. E in generale le tasse si ridurranno perché la macchina statale verrà snellita attribuendo la completa gestione di alcune funzioni agli enti locali.

Roma Capitale, ente territoriale

All’indomani della presentazione dell’emendamento sul federalismo fiscale, il Sindaco di Roma Gianni Alemanno ha espresso grande soddisfazione in particolare per ciò che riguarda il futuro della Capitale . Roma si trasformerà da un normale Comune in un Ente territoriale denominato “Roma Capitale” con speciale autonomia statutaria, amministrativa e finanziaria, al fine di svolgere le funzioni di Capitale della Repubblica italiana e di sede di rappresentanza diplomatica di Stati esteri. I confini di Roma Capitale coincidono con quelli attuali del Comune di Roma, mentre con i decreti legislativi di attuazione vengono regolati in rapporti con la Regione, la Provincia e l’area metropolitana. Il Consiglio comunale assumerà il nome di “Assemblea capitolina” e approverà il nuovo Statuto di Roma Capitale con particolare riguardo al decentramento municipale. A partire dal 2010 Roma Capitale avrà garantiti 500 milioni di euro annui, inoltre verrà attuato il cosiddetto “federalismo patrimoniale” per cui Roma avrà un proprio patrimonio attraverso: o l’attribuzione a Roma Capitale di un patrimonio commisurato alle funzioni e competenze ad essa attribuite; o il trasferimento, a titolo gratuito, a Roma Capitale dei beni appartenenti al patrimonio dello Stato non più funzionali alle esigenze dell’Amministrazione centrale. Secondo Ciocchetti dell’UDC l’emendamento per la città di Roma è incostituzionale e non tiene conto della Provincia di Roma che è ormai parte integrante del tessuto metropolitano, mentre per il Presidente del Consiglio regionale del Lazio, Guido Milana – Con il ddl il governo si appropria di materie che sono o di competenza regionale o oggetto di legislazione concorrente. C’è un fermo “no” all’espropriazione di funzioni che la Costituzione ha assegnato alle Regioni. Il disegno sul federalismo fiscale è collegato alla legge finanziaria e deve essere approvato entro la fine dell’anno nell’ambito di un iter di approvazione del disegno di legge ma considerando la rapidità con cui ha lavorato la maggioranza parlamentare di centrodestra c’è da scommettere che nel 2013, alle prossime elezioni comunali di Roma si giocherà una partita inedita.

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