125325758_g01[1]Dopo l’annuncio di dimissioni del Papa e Sanremo, il nuovo focus di discussione che distoglie l’attenzione dalle imminenti elezioni politiche 2013 è il Giannino Fact, taggato su twitter anche come #Giannocchio (Giannino + Pinocchio).

Non voglio in alcun modo togliere parole agli amici esperti di personal branding di Sestyle, però amo follemente analizzare e condividere queste situazioni di puro flame. Questa volta faccio pure fatica in quanto Giannino è (era?) una persona che stimo parecchio: mi piace il suo modo di fare un po’ contro le regole e mi piace pure quel meltin’ pot stilistico che usa nell’abbigliamento. Mi piace pure la sua verve quando parla, la passione che ci mette: spesso seguivo con attenzione pure la sua trasmissione su Radio 24.

Che diavolo è successo?

Oscar Giannino, esaurito dalla passione politica italiana, decide di scendere attivamente (FARE) in campo con un nuovo movimento politico, assieme ad un pool di esperti economici. Un movimento sano, verace, che basa tutto su trasparenza e azione. I lati negativi di partire con un arrembaggio simile sono quelli che in pochissimo tempo ti fai un sacco di nemici e non puoi avere scheletri nell’armadio.

E’ proprio presentando FARE che Giannino (proposto come testimonial primario del movimento) che dice che il gruppo dei fondatori di FARE è fatto da accademici, citando anche Luigi Zingales e sottolineando come lui sia professore all’università di Chicago Booth, dove lui (Giannino) ha perseguito il master. A seguire video (attenzione al minuto 0:13):

Zingales

Lo stesso Zingales – citato in queste parole – alza la manina e dice “scusa… ma quel master non l’hai mai avuto”. Da qui inizia il delirio fino ad arrivare alle dimissioni dal  movimento dello stesso Zingales.

 

E le lauree…

Il fenome di di personal branding diventa fattore condiviso e tutti si mettono a caccia per capire se veramente Giannino abbia mai citato il master. Cosa salta fuori? Ne escono curricula in cui si parla di due lauree (economia, giurisprudenza) e il famoso master. Ne escono registrazioni – merito de La Zanzara – dove addirittura nel 2010 Giannocchio parlava del master (puntata). Insomma ormai il palco traballa e non ci si sta più sopra, ma Oscar tiene duro sostenendo che i curricula sono stati problemi di suo omesso controllo. In realtà la sua stessa voce lo ha tradito, la stessa voce che a Mentana afferma di non avere nemmeno le lauree.

E’ tutto? NO!

Purtroppo non è ancora tutto: ancora a La Zanzara il professor Michele Boldrin (puntata di ieri minuti 1:28) intervistato al telefono dall’India, accoglie la notizia quasi in tempo reale, ipotizzando – all’inizio – un giochino tra Giannino e Zingales per arrivare nelle copertine delle principali testate giornaliste. Ahinoi non è così:  pian piano l’intervista, a suon di testimonianze dei conduttori, e lo stesso Boldrin inizia a rendersi conto della situazione pessima per Giannino ma per lo stesso FARE, già da molti stimato ma taggato come sottoquorum.

“Gente così, per il merito, l’aspetto nell’aula del Parlamento” (2:28) queste le parole di Oscar. Per finire l’ultimo scivolone: Boldrin afferma come FARE sia un movimento in cui i fondatori (7) sono tutti uguali, tutti con lo stesso potere. Ed ecco che Oscar da l’ultimo colpo (-0:30):

“Sono il capo di Fermare il Declino” questa la frase che probabilmente sarà la linea piatta per Oscar. Che conclusioni trarre: sicuramente che prima di affrontare un progetto bisogna pensare anche alle conseguenze dello stesso. Se il progetto è “indicare col dito i cattivi” bisogna essere preparati a essere messo dentro una tac. Se si ha qualche peccatuccio? Forse è meglio palesarlo prima: in questo caso era meglio evitare proprio.

La politica è un mestiere difficile: si è VIP con la propria vita in piazza. Tutti hanno il diritto di investigare, cercare, sapere, capire. E’ una scelta onorevole ma i rischi sono forti. A me per Oscar spiace proprio un casino, ma che credibilità potrà avere domani – nonostante le scuse – dopo aver sbandierato 2 lauree e un master inesistenti?

Vai di Bignardi

20 febbraio 2013: Giannino – praticamente rilassato e tranquillo – si presenta da Daria Bignardi spiegando un po’ cosa è successo. Sinceramente non so se dire che mi fa più pena o più rabbia: uno sfottò che dura negli anni giustificato da poche disponibilità economiche familiare per continuare gli studi. Personalmente forse avrei preferito di più un’ammissione del tipo “sono un coglione” ma a quanto pare non è così dadaista, visto lui definitosi dadaista (che ancora non ho capito cosa vuol dire, Gilda35 mi aiuti?). A voi:

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