Hanno scoperto l’uovo di colombo, i mass media hanno ricevuto il rapporto dalla CGIA di mestre nella quale specificano che gli italiani sono i più tartassati d’europa, pagano mediamente 6.750 euro all’anno di tasse.

Il problema principale non è il prelievo fiscale, ma i servizi che dovremmo avere dallo stato, che sono praticamente inesistenti nella maggior parte delle città, insomma il rapporto tra tasse pagate e spesa sociale è al limite e per questo l’Italia è il fanalino di coda nel mondo per l’elevato carico di tributi a fronte di gravissime carenze nei servizi.

Il confronto con gli altri paesi dell’unione europea è, dir poco sconfortante, abissale i tedeschi e i francesi hanno un minor prelievo fiscale e in più hanno una tornaconto, in fatto di servizi, molto migliore, sappiamo che questi paesi hanno un deficit pubblico da smaltire ma, intanto, hanno i servizi migliori di noi.

Il debito pubblico dell’Italia è altissimo, a causa selle spese pubbliche elevate e che non servivano a niente, frutto dell’incapacità politica di gestire i soldi dei contribuenti, ma anche a causa dei politici corrotti che sfruttano questi soldi per ingrassare le loro tasche a discapito di quelle persone che ne hanno bisogno come i disabili, le famiglie indigenti e i giovani.

L’unica consolazione che abbiamo è che peggio di così non può andare.

“Ogni italiano paga all’anno quasi 6.750 euro di tasse. Il dato viene dagli Artigiani di Mestre. Che non si limitano a calcolare il prelievo fiscale sui contribuenti. Ma lo rapportano alla spesa che ricevono dallo Stato. In cambio di quei 6.750 euro di tasse (in realtà, sono 6.747) i cittadini italiani ricevono 7.210 euro di spesa sociale, sottoforma di spesa sanitaria, istruzione e prestazioni sociali. Vale a dire che, al netto delle spese per interessi, il saldo positivo per i contribuenti italiani è di 463 euro. Il problema, ancora una volta, è il confronto internazionale.”

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