Gli operai di Melfi scrivono al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, per protestare contro gli onorevoli che cumulano il doppio incarico di parlamentare con quello di consigliere regionale, e in questo modo percepiscono doppio stipendio, mentre loro vivono con 1.200 euro al mese con una famiglia da mantenere, insomma questi onorevoli in un mese percepiscono quanto un operaio in un anno.

Questa protesta, tra l’altro giustissima, deve fare capire la situazione in cui versa l’Italia, come si può ottimizzare i costi della politica se ci sono casi come questo, che fanno solo umiliare quelli che lavorano duramente per avere poco.

il testo della lettera che gli operai di Melfi hanno inviato a Napolitano è il seguente:

“È proprio così difficile avere norme che impediscano cose di questo genere? Come si può chiedere a chi percepisce mille euro al mese di vivere onestamente se poi lo Stato permette queste cose? Presidente, speriamo in un suo autorevole intervento affinché cose come queste e tante altre (negative) che caratterizzano la pratica politica non si verifichino, se si vuole che i cittadini tornino ad avere fiducia nei loro rappresentanti”

Dopo questa protesta sono state fatte delle rettifiche, quindi per quelli che percepiscono doppia indennità dovranno scegliere, un solo incarico e dare le dimissioni per gli altri.

Però è assurdo che per risolvere questi problemi, dobbiamo sempre alzare la voce, mai una volta che ci pensino loro, anzi le orecchie da mercante erano una prassi, in casi come questo, da vergognarsi!

Vittorio Cilla ha due figli e 1.200 euro al mese in busta paga, assegni familiari compresi. Passa tutta la vita a realizzare sportelli che poi saranno montati sulla Fiat Punto. E un poco gli sono girate. “Perché ho fatto un conto: questi signori che cumulano il doppio incarico, quello di parlamentare e di consigliere regionale, in un mese intascano quanto me in un anno intero. Mi sembra uno scandalo, una vergogna”.

Via repubblica

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