Il Governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi, ha evidenziato un problema che sta attanagliando il popolo italiano, cioè che gli stipendi sono fermi a 15 anni fa e il peggio è che il costo del lavoro è aumentato, insomma l’inflazione attuale ha fatto crescere i prezzi causando una diminuizione dei redditi pari al 3% il che sta facendo calare i consumi.

Purtroppo c’è poco da cambiare, in quanto le imprese italiane hanno sul groppone il costo del lavoro che è aumentato del 30%, ma l’analisi non si ferma qui, se confrontiamo questi dati con quelli dei paesi della Ue, vediamo che noi siamo messi molto peggio, e questo vuol dire che bisogna muoversi per poter far fronte a questo problema e solo il governo può farlo, deve infatti cominciare a defiscalizzare i nostri stipendi e cominciare a spendere meno, ma purtroppo i nostri politici fanno orecchie da mercante oppure fanno delle cappelle come la "Robin Tax" che di fatto è una arma a doppio taglio che ricadrà, in maniera negativa, sui cittadini italiani.

Insomma per poter svegliare questa Italia che sta andando in coma, il governo deve lasciare perdere i tesoretti, le intercettazioni, la Carfagna e altre cose che non servono a nulla e quindi cominciare a risolvere i VERI problemi, ma so che questa è vera utopia italiana.

I salari in Italia sono fermi a quindici anni fa ma il costo del lavoro aumenta piu’ che negli altri paesi europei. E’ la fotografia scattata dal Governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi, nel corso del suo intervento all’assemblea dell’Abi. Le retribuzioni unitarie medie dei lavoratori dipendenti, osserva, "non sono oggi molto al di sopra del livello di quindici anni fa". Nel frattempo, il costo del lavoro per unita’ di prodotto nell’economia "e’ aumentato di oltre il 30%, contro il 20% in Francia e il pressoche’ nulla della Germania".

Via iltempo

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