Ormai il petrolio sta raggiungendo livelli mostruosi, la soglia dei 100$ ormai è imminente, aspettiamoci rincari della benzina e gas e nessuno fa niente per fermare questa ascesa, anzi per gli speculatori più aumenta più guadagnano!Bisogna trovare al più presto l’alternativa alla benzina, tipo l’idrogeno, l’energia solare, olio di colza etc.
Il petrolio supera 98 $ al barile e il gasolio arriva a 1,259 euro
Sempre più vicina la soglia storica dei 100 dollari il barile per i prezzi del petrolio, che oggi sui mercati asiatici si sono ulteriormente impennati fino a toccare brevemente il nuovo record di tutti i tempi, vale a dire 98,03 dollari per barile, anche se nel prosieguo delle contrattazioni si sono lievemente assestati, scendendo al di sotto del picco dei 98 dollari: alle 12,45 ora di Singapore, le 6,45 in Italia, il future sul Light Sweet Crude passava di mano a 97,86 dollari a barile il contratto principale, 1,16 dollari in più rispetto al precedente top di 96,70 dollari registrato in chiusura a New York. Il Brent del Mare del Nord a sua volta ha superato per la prima volta il limite dei 94 dollari al barile arrivando a essere scambiato a 94,48 per le consegne a dicembre. In Italia nuovi rialzi per i prezzi dei carburanti. La benzina, nei prezzi consigliati della Shell, è salita fino a 1,364 euro al litro, mentre il prezzo consigliato dalla Total per il gasolio ha toccato l’ennesimo record a 1,259 euro al litro. Tokyo in calo. La Borsa di Tokyo ha chiuso oggi gli scambi in ribasso a -0,94%. Il Nikkei, l’indice dei 225 titoli guida, è sceso a 16.096,68 punti, 152,95 in meno della chiusura di ieri, dopo un’apertura a +0,32%.Valute, euro ancora da primato. L’euro continua a macinare record. Alle 8 la moneta unica viene scambiata a quota 1,4665 sul dollaro, in progresso rispetto alla rilevazione ufficiale della Bce fissata ieri a 1,4557.
Il biglietto verde risente ancora una volta dei timori di rallentamento dell’economia americana – sulla scia delle turbolenze di mercato scatenate dalla crisi dei mutui subprime – e della manovra espansiva da parte della Federal Reserve.Metalli in orbita, nuovo massimo per l’oro. Ennesima impennata anche per i prezzi dell’oro. Sul mercato a contanti di Londra, l’oncia ha segnato il primo fixing a quota 817 dollari, nuovo massimo dei 28anni. La spinta arriva dal calo della valuta Usa, scivolata a 1,4571 sull’euro, e dalle turbolenze dei mercati finanziari. Ma c’e anche la corsa dei prezzi del petrolio e delle merci agricole, fattori che potrebbero alimentare una fiammata inflazionistica. Il prezzo a contanti dell’oro si trova, ora, a soli 33 dollari di distanza dal massimo assoluto di 850 dollari, livello raggiunto nel gennaio del 1980. Sui mercati future, invece, il record storico é di 873 dollari, anch’esso raggiunto nel gennaio 1980. La febbre dei preziosi contagia anche il platino, con un record a 1.466 dollari l’oncia mentre l’argento a 14,96 dollari si sta sta avvicinando al picco dei 25 anni.Borse contrastate, Milano negativa. Piazza Affari ha archiviato la seduta di martedì in ribasso frazionale. Il Mibtel ha ceduto lo 0,05% a 30.711 punti mentre lo S&P Mib ha segnato un -0,07% a 39.426 punti. Hanno chiuso in territorio positivo, invece, le principali Borse europee, anche se sotto i massimi di seduta in scia all’andamento contrastato di Wall Street, che era partita in verde. Il Cac40 ha guadagnato lo 0,44%, il Dax lo 0,25%, il Ftse100 lo 0,21%. A Parigi forti acquisti su Edf (+3,2%), sui massimi storici, in attesa dei conti trimestrali che verranno diffusi giovedì e che dovrebbero portare buone sorprese. A New York poco dopo le ore 18 italiane il Dow Jones segnava +0,11% a 13.558,28, il Nasdaq composite -0,13% a 2.791,44 e lo S&P 500 +0,24% a 1.505,72.Penalizzata Unicredit. Più in dettaglio in piazza Affari, contrastate le banche, bene il settore dell’energia. Tra i bancari Unicredit ha ceduto 0,93% dopo che il direttore generale della Banca d’Italia Fabrizio Saccomanni ha annunciato che l’istituto centrale sta estendendo la vigilanza sull’attività in derivati delle banche italiane e negli ultimi mesi ha avviato accertamenti su quattro gruppi bancari (tra i titoli in calo anche Ubi, Banco Popolare e Mps) anche in relazione all’attività con gli enti locali. Dal Reuters Finance Summit a Londra il vice ceo Sergio Ermotti ha dichiarato che la banca di Piazza Cordusio consoliderà le poste fuori bilancio se le fosse richiesto dalle authority. «Conterà per meno dell’1% dei nostri risk weighted asset, perciò non è significativo per noi», ha anche detto Ermotti. Sull’andamento del comparto investment banking del gruppo, Ermotti ha confermato che la seconda parte del 2007 non andrà come la prima metà, che ha registrato una forte crescita, ma resta l’obiettivo di battere i target per l’intero anno. Prysmian sull’ottovolante, denaro su Telecom. Bene Telecom (+1,02%) in attesa che si sciolga il nodo delle nomine ai vertici e in vista della trimestrale di giovedì, deboli gli assicurativi con Generali a -0,65%. Pesanti Fastweb, che aggiunge un calo del 2,62% al meno 5,6% di lunedì, sull’onda lunga del downgrade di JP Morgan, e Prysmian. Quest’ultima prima è balzata di oltre il 5% sulla notizia dell’offerta della coreana Taihan Electric per il 9,9% del capitale che valorizza la società 22 euro per azione, poi nel finale la brusca frenata su realizzi. Il titolo ha terminato in calo del 4,87%. Bene, infine, Saipem (1,91%), grazie a un contratto da 285 milioni di euro in Algeria. Per Parmalat rimbalzo tecnico (+2,62%) dopo la lettera della vigilia.Conti deludenti per Bmw. Quanto all’Europa, a Francoforte pesante Bmw (-3,3%): a deludere il mercato il risultato dell’utile lordo trimestrale, cresciuto del 6,3% a 765 milioni. Su Commerzbank (+1,1%), che ha visto i profitti crescere nel terzo trimestre del 56% a 339 milioni nonostante la crisi dei mutui subprime Usa. A Londra in evidenza il rimbalzo dei gruppi minerari, con in testa Bhp Billiton (+4,1%). In evidenza la catena Marks & Spencer (+3,5%) che ha chiuso il primo semestre fiscale con profitti in crescita del 43%. In rosso British Airways (-4,1%).
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Petrolio, nuovo record storico vicina la soglia dei 100 dollari
Singapore, 7 novembre 2007 – Sempre più vicina la soglia storica dei 100 dollari il barile per i prezzi del petrolio, che oggi sui mercati asiatici si sono ulteriormente impennati fino a toccare brevemente il nuovo record di tutti i tempi, vale a dire 98,03 dollari per barile, anche se nel prosieguo delle contrattazioni si sono quindi lievemente assestati, scendendo al di sotto del picco dei 98 dollari: alle 12,45 ora di Singapore, le 6,45 in Italia, passava di mano a 97,86 dollari-barile il contratto principale, il future sul Light Sweet Crude.
Comunque 1,16 dollari in più rispetto al precedente primato, cioè 96,70 dollari registrato in chiusura a New York. Il Brent del Mare del Nord a sua volta ha superato per la prima volta il limite dei 94 dollari al barile arrivando a essere scambiato a 94,48 per le consegne a dicembre.

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