Vi siete mai chiesti, davanti a uno scaffale di un supermercato, quanto incida sul costo del prodotto quella bella confezione colorata?
No?

Fate male.

Gli imballaggi oltre che a inquinare e a risultare spesso fastidiosi per l’utente, costano, e anche molto caro. Secondo una recente ricerca il loro costo incide quasi fino al 30% del prezzo pagato dal consumatore per una data merce.

I costi maggiori di imballaggio li troviamo su alcuni dei beni di largo consumo che sono allo stesso tempo beni primari. Ad esempio gli alimentari, in cui il costo dell’imballaggio sfiora il 27% del prezzo finale pagato dal consumatore, oppure dei pack di succhi di frutta dove si arriva al 25%.

Il dato è rilevante alla luce soprattutto dei recenti rincari dei beni di prima necessità e al conseguente aggravio delle spese riscontrato sulle famiglie italiane.
Qualcosa si sta muovendo. Secondo Coldiretti, con un consumo consapevole e quindi con acquisti consapevoli si può agire in maniera da risparmiare notevolmente sulle spese. Addirittura fino al 40% della spesa settimanale.

Va sottolineato, poi, che riducendo gli imballaggi si riducono anche i rifiuti finali, ottenendo il duplice risparmio sia sotto il profilo delle spese, sia sotto il profilo ambientale.

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