In Italia è arrivata una nube nera enorme, che ricopre tutte le famiglie italiani, un po’ alla Indipendence Day, per intederci:

Sono 530 mila le famiglie italiane che si trovano in difficoltà nel pagare la rata del mutuo: 420 mila fanno fatica per l’aumento del costo della rata, mentre per 110 mila esistono problemi di insolvenza.

Queste le parole di Antonio Catricalà (via Eco Bergamo), direttore dell’antitrust, che lancia l’allarme. I toni ancora non sono così accesi ma se pensiamo bene la stessa cosa era successa in America, prima di dover affrontare l’enorme crisi dei mutui subprime. Giuseppe Zadra, direttore dell’ABI, chiaramente cerca di calmare le acque ma dalla Federal Reserve arriva comunque l’ammonito: state cauti…

Quindi per coloro che saggiamente (si fa presto a dirlo a posteriori) hanno contratto mutui a tasso fisso il problema non si pone. Ma per tutti coloro che devono convivere con i mutui a tasso variabile il problema diventa ogni mese (in base al proprio tipo di euribor) sempre più pressante.

A questa situazione di prevista crisi si associa poi la scarsa mobilità dei mutui italiani, legata direttamente al mancato rispetto da parte delle banche italiani delle normative sulla mobilità, che dovrebbero permettere di spostare il proprio mutuo da un ente all’altro, con bassissimi costi e senza notaio. La sostituzione mutuo rimane quindi un problema assolutamente burocratico e oneroso.

Così ancora Antonio Catricalà si esprime (via Borsa Italiana):

Il tasso di mobilita’ dei mutui in Italia e’ molto basso e si aggira intorno al 7,7% annuo rispetto ad una media europea tra 25 e 28%.

Torno al lavoro… anch’io ho un mutuo a tasso variabile a carico, che come un bimbo cresce, cresce, cresce…

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