Introdotto nel 1998 per monitorare la situazione economica dei nuclei familiari, l’ISEE (o Indicatore della situazione economica equivalente) è il principale strumento di valutazione tramite il quale Comuni e Regioni regolano l’accesso a prestazioni sociali facilitate, come agevolazioni sulle tasse universitarie o sui servizi all’infanzia. Data la sua importanza l’ISEE è al centro dei provvedimenti del Governo, che dal 1 Gennaio 2015 attiverà un nuovo modello carico di novità, diviso in sei tipologie in base alla sua applicazione e molto più difficile da alterare.

D’ora in poi infatti servirà a poco informarsi all’ultimo su come chiudere un conto corrente alla fine dell’anno e avere così una minore dichiarazione ISEE. Il nuovo modello infatti darà molto meno peso all’autocertificazione, con lo scopo di introdurre criteri più rigorosi che garantiscano una distribuzione più equa delle agevolazioni. Tuttavia a riguardo è bene notare come le nuove procedure non interferiscano minimante con le operazioni quotidiane riguardanti i conti correnti. Rimane infatti valido il Decreto Bersani, che dal 2007 vieta costi per la chiusura o il cambiamento del proprio conto. Per avere informazioni più chiare ed esaustive si possono trovare in rete molte guide complete su come chiudere un conto corrente o effettuare procedure simili, come ad esempio quella fornita da Aprireunconto.it.

Tornando alle novità introdotte le nuove agevolazioni dovranno essere ridefinite da Comuni e Regioni in base agli ambiti di cui hanno competenza. Altre novità riguardano l’aggiunta del bonus bebè ai servizi accessibili tramite la dichiarazione, assieme ad agevolazioni riguardanti la Tares, il tributo per la gestione dei rifiuti. Un altro vantaggio riguarda l’introduzione di un ISEE corrente, un valore temporaneo che può essere aggiornato in seguito a cambiamenti improvvisi della situazione economica (con variazioni che siano superiori al 25% rispetto al reddito dell’anno precedente).Il cuore della riforma è tuttavia il nuovo peso dato al patrimonio mobile e immobile del nucleo familiare. Per individuare le dichiarazioni illecite a ribasso il nuovo modello prenderà in esame tra gli altri anche conti correnti e depositi bancari, forme d’investimento che verranno accuratamente monitorate.

Se fino all’anno in corso, al fine di determinare il patrimonio mobiliare, viene considerato il valore disponibile al 31 dicembre, con il nuovo sistema farà da discriminante la giacenza media avuta nel corso di tutto l’anno. Il calcolo di questo importante numero in realtà non sarà dei più semplici, e richiederà l’elaborazione di diversi dati, a partire dalle giacenze medie giornaliere. Queste infatti andranno moltiplicate per i giorni in cui si sono mantenute costanti, e i risultati ottenuti andranno quindi sommati e divisi per il numero dei giorni dell’anno. Fortunatamente la Legge di Stabilità 2015 prevede che tali dati vengano elaborati direttamente dall’Anagrafe Tributaria, così da evitare errori volontari o meno.

 

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