L’Istat parla chiaro e senza mezzi termini. Stiamo messi male.

Ieri si parlava di sicurezza, oggi parliamo di istruzione. Il dato che emerge è sconcertante:

Nel 2007 infatti il 48,2% della popolazione di età compresa tra i 25 e i 64 anni aveva conseguito come titolo di studio più elevato solo la licenza di scuola media inferiore. Nel contesto europeo l’Italia presenta al 2006 un valore dell’indicatore pari al 48,7%, che posiziona il nostro Paese in fondo alla graduatoria insieme a Spagna, Portogallo e Malta.

Quasi un italiano su due non ha come ultimo diploma conseguito la licenza media. Il dato, inoltre, ci pone ai livelli più bassi in Europa (ricordiamo che l’Europa adesso è a 27 Stati membri, fra cui Romania, Slovvacchia ecc che presentano tassi di scolarizzazione molto bassi).

Il Mezzogiorno presenta poi un peggioramento: dal 2004 al 2007 le regioni del Sud hanno visto aumentare la popolazione in possesso della sola licenza media di 2,4 punti percentuali. Nell’analisi per regione emerge che Sardegna, Sicilia, Campania e Puglia presentano un maggior numero di abitanti fermi agli studi di scuola media inferiore, con quote intorno al 56-57%. Al Nord le situazioni in cui si rilevano le quote più elevate degli adulti che hanno conseguito solo la licenza media inferiore sono quella della provincia autonoma di Bolzano (52,6%) e della Valle d’Aosta (52,3%).

Il dato su cui vorrei farvi riflettere è però questo:

Mentre quella che si mantiene costantemente bassa è la spesa per l’istruzione: nel 2005, rileva l’istat, l’incidenza di questa voce sul Pil era pari al 4,4%, ampiamente al di sotto della media dell’Ue27 che era del 5,1% nel 2004.

Le motivazioni, a volte, si trovano anche abbastanza facilmente…

Fonti parziali:
Istat
Repubblica

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