Il Governatore della Banca d’Italia sottolinea come i salari dei lavoratori italiani siano i più bassi di tutta Europa. Necessità quindi di far ripartire mercato e consumi. Un’idea questa in assoluto disaccordo con l’attuale governo e con gli aumenti delle tasse dell’ultimo periodo e previsti dalla finanziaria.

“‘Nei dati Eurostat su imprese industriali e servizi nel 2001-2002 la retribuzione media oraria era di 11 euro in Italia, il 30-40% inferiore a Francia, Germania e Gb’, osserva Draghi che aggiunge: per far ripartire i consumi e quindi la crescita economica ‘ci vuole un contratto di lavoro che permetta di spalmare i costi della flessibilita’ su tutti'”
via ANSA.it

Il governatore parla anche di produttività:

“Riportare la produttività su un sentiero rapidamente ascendente risolve il problema di offerta dell’economia italiana, consente aumenti retributivi, rafforza la domanda interna”.

e della discontinuità lavorativa:

“La discontinuità della vita lavorativa costituisce un freno alla spesa… Sono maggiori i rischi relativi al valore della ricchezza pensionistica effettivamente disponibile in futuro… Può aggiungersi l’incertezza suscitata dalle ripetute modifiche delle regole previdenziali. Nel complesso, i più giovani potrebbero essere indotti a comprimere ulteriormente la spesa, già moderata da un reddito permanente atteso più basso che in passato”.

E di altre ragioni leggibili sul sito borsa italiana.

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