Come avevo già previsto nel mio precedente post, il partito di Rifondazione comunista è praticamente morto con la sua spaccatura interna dovuta al fatto che non c’è stata la mediazione tra l’ex ministro Ferrero e l’attuale governatore della Puglia, Vendola e di conseguenza si doveva votare uno dei due che tra l’altro avevano idee diverse su come rilanciare Rifondazione Comunista.

L’ultima ancora di salvezza l’ha lanciata l’ex segretario, Fausto Bertinotti, sottolineando quanto sia importante restare uniti per poter rialzare la testa e quindi formare una sinistra che possa seguire i problemi della gente, purtroppo anche lui ha capito che non c’èra nulla da fare e che con l’elezione di Ferrero e l’uscita di Vendola, Rifondazione Comunista sta per morire.

E’ evidente che il popolo della sinistra goda a farsi del male a sè stessi, questa situazione sintetizza la fine della sinistra che si sta spaccando in pezzi più piccoli e di conseguenza l’unico partito di riferimento resta della sinistra resta il Partito Democratico che di fatto sembra più di destra che di sinistra.

La conclusione di tutto ciò è che dovremmo aspettare almeno 10-15 anni perchè la sinistra risorga dalle sue ceneri.

Si chiude così l’era di Fausto e, con lui, chiude i battenti un’idea di Rifondazione Comunista. Basta cachemire e salotti televisivi. Si cambia. Neanche Nichi è riuscito nel miracolo. Ed è quasi un paradosso. Lui che, sovvertendo tutti i pronostici, è riuscito a strappare la Puglia al centrodestra, è costretto alla resa tra le mura amiche. Sconfitto dallo «sconosciuto» Paolo Ferrero.

Via iltempo

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