La Federal Reserve, preoccupata per le ramificazioni della crisi del credito, dovrebbe accontentare i mercati con un nuovo taglio dei tassi di interesse la prossima settimana. Anche se non tutti gli interrogativi di politica monetaria hanno trovato risposta: alcuni investitori chiedono a gran voce che la Banca centrale intervenga aggressivamente con una riduzione dei tassi d’interesse interbancari di mezzo punto percentuale dall’attuale 4,5 per cento. Ma nuovi dati economici, parsi rassicuranti, hanno rafforzato ieri l’ipotesi che il governatore Ben Bernanke e i suoi colleghi del Federal Open Market Committee, in occasione del vertice dell’11 dicembre, sceglieranno una manovra più prudente, da quarto di punto

Milano inverte la rotta a metà mattina e cede più di mezzo punto percentuale.
Pesa il calo di Fiat, che perde più del 2% dopo l’impennata nel finale della
seduta di ieri. Pesante anche ST che questa mattina ha annunciato l’acquisto di
Genesis microchip per 336 milioni di dollari. L’apertura era stata positiva
sulla scia della chiusura diTokyo, spinta come Wall Street alla vigilia
dall’attesa per un taglio del costo del denaro da parte della Federal Reserve.
Il Nikkei è salito dello 0,76%, tornando al di sopra della soglia dei 16mila
punti, cosa che non accadeva dal 7 novembre scorso. L’indice allargato Topix ha
guadagnato lo 0,55%. Il mercato scommette sulla Fed: chiusura in rialzo anche a
Wall Street in attesa della decisione della Federal Reserve sui tassi di
interesse, prevista per oggi. L’annuncio da parte del Fomc – il braccio di
politica monetaria della Fed – dovrebbe arrivare attorno alle 14.15 (le ore
20.15 in Italia). Il Dow Jones è salito dello 0,74%, il Nasdaq dello 0,47% e
l’S&P500 dello 0,75%.
Gli investitori si aspettano un taglio del costo
del denaro al termine della riunione del Fomc, il Comitato di politica
monetaria, tuttavia, ancora c’è incertezza sull’entità dell’intervento, se sarà
di un quarto di punto percentuale o di 50 punti base, anche se la maggior parte
degli analisti scomette per la prima ipotesi, cioè per una diminuzione dei tassi
di interesse al 4,25% dal 4,50 per cento.

Via IlSole24Ore

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