Il Fondo monetario internazionale taglia drasticamente le prospettive di crescita economica in Italia per il 2008: l’incremento del Pil, infatti, non supererà lo 0,3% a fine anno.

Questi i dati del FMI che gettano una pesante ombra sul futuro dell’Italia. Il dato, probabilmente ufficializzato nel Rapporto economico globale mercoledì prossimo, è dell’1% inferiore alle stime di ottobre, ma è anche la metà rispetto allo 0,6% che lo stesso Fmi riteneva raggiungibile ancora all’inizio di marzo.

Le reazioni a questa notizia non si sono fatte attendere, il primo a parlare è stato il numero uno dell’Eurogruppo, Jean-Claude Juncker, che si e’ dichiarato apertamente in disaccordo, poi il Governatore di Bankitalia, Mario Draghi che, anche non citando direttamente l’Italia, ha pronunciato lo stesso giudizio (negativo) sulle previsioni per la zona euro, definendole eccessivamente pessimistiche. Stessa cosa ha sostenuto il commissario Ue, Joaquim Almunia.

Qualche dato per comprendere meglio:

Il rapporto deficit/pil dovrebbe attestarsi in Italia al 2,5% sia quest’anno sia nel 2009, mentre il rapporto debito/pil dovrebbe essere quest’anno del 103,6%. Numeri in linea con le previsioni del governo (2,4%).
Secca riduzione della crescita anche per la zona dell’euro. Il prodotto registrerà un aumento inferiore all’1,3%, a fronte dell’1,8% stimato a gennaio. Cifre che però Jean-Claude Juncker, presidente dell’Eurogruppo, contesta: “L’inflazione è la principale fonte di preoccupazione, ma non ci sono prospettive di recessione e la crescita sarà maggiore di quanto preveda il fondo. Un Pil 2008 a +1,3% non è ipotesi realistica”. Contrarietà che Juncker estende anche alle cifre che riguardano l’Italia.

Restano da comprendere le cause di questo “collasso”: subprime? calo generalizzato mondiale? Cina?

Fonti parziali:
Economist
Sole24Ore
Repubblica

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