Finalmente nel 2008 anche l’Italia potrà piantare la bandiera del “made in Italy” nel campo delle agenzie di rating con società possedute dalle banche e non, grazie al nuovo accordo internazionale Basilea 2.

Società italiane specializzate nell’analisi e nella valutazione del merito di credito delle imprese stanno quindi per immettersi in questo mercato molto concorrenziale.

Ma quali sono i ruoli di queste agenzie dopo l’accordo?

Sicuramente Basilea 2 sta apportando un cambiamento culturale anche grazie alla riorganizzazione del sistema bancario, già avviata soprattutto dagli istituti di grandi dimensioni. Certo è che le banche dovranno recepire il rating esterno fornito dalle agenzie specializzate chiamate a soddisfare requisiti di: obiettività, indipendenza trasparenza, pubblicità di operazioni risorse organizzative e credibilità delle procedure.

Microsoft

Per un approfondimento su Basilea2 consigliamo una lettura di del sito www.basilea2.com creato appositamente per guidare ed aiutare a comprendere gli effetti di questo accordo. La società che gestisce il sito è Euroimpresa Consulting Srl.

Il mondo imprenditoriale è sempre stato preoccupato per la messa in opera di questo accordo, ma un segnale sicuro viene dalle banche: “nessun pericolo per le imprese”, questo almeno quanto riportato dal portavoce di BNL:

«Quando assegniamo il rating a un’impresa di piccole dimensioni – spiega Sbrocco della Bnl – teniamo conto della sua specificità. I fattori di fragilità delle piccole società sono controbilanciati da altre variabili, che noi valutiamo a differenza delle grandi agenzie di rating. La rischiosità media delle imprese italiane è molto bassa: e questo nei nostri rating è tenuto in considerazione»

fonte il Sole 24 Ore

L’Italia ha già visto nascere e morire un’agenzia di rating italiana. Nel maggio del 1995 iniziò a operare Italrating, su iniziativa di Mediocredito centrale, Nomisma, Databank, Unioncamere, Consiglio dell’ordine dei dottori commercialisti e poi ancora Duff&Phelps ed Editrice Il Sole 24 Ore spa: questa agenzia voleva assegnare «voti autorevoli e indipendenti » alle Pmi dotandole di un rating che ancora non avevano. L’iniziativa fallì e Italrating fu inglobata dalla Fitch, seguendo il destino di tante altre agenzie locali.

Continua la tua lettura