Il “ponte” del primo maggio di quest’anno sarà ricordato a lungo dai contribuenti del Paese: la Guardia di Finanza, infatti, è in procinto di attuare un piano di controllo delle entrate, che entrerà in azione proprio martedì. Già a partire da oggi la GdF, assistita dall’Agenzia delle Entrate, ha posto in essere una grande varietà di controlli su una vasta gamma di attività, a partire da alberghi ed agriturismi.

In particolare, la lotta all’evasione fiscale di questi giorni sarà organizzata come di seguito: circa duecento funzionari investigativi dell’Agenzia delle Entrate si occuperanno di esercizi riconducibili ad attività di agriturismo; le Fiamme Gialle, invece, non si limiteranno al “controllo degli scontrini” standard, ma orienteranno la loro azione ai campi specifici del commercio abusivo, della contraffazione e finanche del lavoro nero.

Stando ai dati pervenuti, potrebbero essere quasi cento gli agriturismi finiti nel mirino dell’operazione “Ponte”, poiché dichiaranti cifre “sospette” o presentanti anomalie in ambito fiscale.

Nel frattempo, le Fiamme Gialle di Caserta sono venute a conoscenza di una ditta a carattere individuale, localizzata a San Nicola La Strada (non lontano dal capoluogo), che ha sottratto 13 milioni di euro all’erario.

La procedura era molte semplice: attraverso l’acquisto di prodotti di informatica veicolati attraverso l’UE e la Repubblica di San Marino, le ventisei persone denunciate beffavano il fisco, cui dovevano 10 milioni di euro di tasse dirette e circa 3 di IVA.

Il network (nel traffico erano infatti coinvolte più di 20 aziende provenienti non solo dalla Campania, ma anche da Puglia ed Emilia Romagna), importava in Italia prodotti di valore a prezzi stracciati, facendo uso di fatture per operazioni di fatto inesistenti; la pratica in questione è comunemente chiamata “truffa carosello”.

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