La moda contro il Rispetto
Ieri sera sono stato piuttosto disgustato da un servizio sul mondo della moda. Intervista a Guillermo Mariotto, il designer della collezione Haute Couture di Gattinoni.
L’intro della giornalista, nonchè quello del sarto, parlava di razionalità e di spiritualità. Ti riduzione drastica dei prezzi, di sociale e di energia del cuore. Insomma tante belle cose.
Così anche l’intro del sito modaonline:
E’ una continua tensione all’equidistanza tra razionalità e spiritualità lo spirito con il quale Guillermo Mariotto ha disegnato la nuova collezione Haute Couture di Gattinoni, che questa sera sfilerà nella cornice di Santo Spirito in Sassia. Una collezione che mescola senza apparenti distinzioni la classica Alta Moda e la nuova Demi Couture di capi che sfruttano la tecnologia per mantenere i prezzi finali in un range di [...]
Il finale dell’intervista riguardava un top indossato da una modella. Ebbro di orgoglio Mariotto ha espresso cotanto concetto: “eh si questo top costa solo 3 mila euro”. E la giornalista sbigottita ha poi scoperto che il prezzo standard sarebbe stato 12!
Ma a cosa serve? Una delle principali leggi economiche del mercato enuncia che più cala il prezzo, più cresce la vendita di un prodotto. A questa regola fanno eccezione proprio i beni di lusso, per i quali un aumento del prezzo può spingere le vendite, in quanto il bene assume il ruolo appunto di “oggetto di lusso”. DIESEL, ad esempio, in questo è stata grande maestra. I suoi jeans prezzati anni fa come jeans casual di qualità (80-90 €), improvvisamente hanno iniziato a costare il triplo (200-250€) e si sono trasformati immediatamente in prodotto di griffe, alta moda… e c’è qualcuno che si svena per prenderli.
A questo punto chi può permettersi un top da 3.000 €? La moglie disoccupata che deve accudire 2 bambini, con il marito operato che prende 1.200 euro al mese. Con rata di mutuo da 700 €, variabile??? Oppure l’operaio in cassa integrazione perchè la multinazionale non sostiene più il costo del lavoro italiano, dirigendosi verso Cina o Polonia?
Non sono cose inventate. Da anni anche la stessa Istat riscontra cali nei consumi, parliamo di beni primari:
Per la prima volta, in sostanza, l’Istat riscontra nell’andamento delle spese delle famiglie italiane un calo nei consumi che, negli anni precedenti, erano invece risultati fermi. Secondo i tecnici dell’Istituto di Statistica «le famiglie si sono attrezzate con una strategia generalizzata di contenimento della spesa attraverso diminuzioni nelle quantità e razionalizzazione negli acquisti»: in sostanza là dove si assiste ad una stabilità degli acquisti corrisponde un calo della qualità, con un aumento, ad esempio delle spese realizzate negli hard discount o comunque di prodotti di qualità inferiore. (via corriere della sera)
Scusate ma a me fa schifo! Fa schifo che la TV pubblica proponga servizi simili: una indecenza! Non sono bigotto, non sono contro la moda. Che li mettano pure a 100.000 € quei vestiti, qualcuno sicuramente li compra. E se hanno la palanca per prenderseli per me fa benissimo. Ma non venite a prendereperilculo (scusate la licenza poetica) chi deve sopravvivere e comprare gli abiti per necessità, rincorrendo discount, outlet e soprattutto le svendite. E perchè no, ricorrere a abiti smessi dal cugino o dallo zio!
foto di figurale



July 9th, 2008 at 10:12 am
Concordo con quanto hai detto, solo una piccola precisazione, non è solo la TV Pubblica che non dovrebbe proporre servizi del genere, ma tutti media dovrebbero se non evitare certe uscite, almeno evidenziare l’assurdità di quanto viene detto.
July 9th, 2008 at 10:16 am
Non è un attacco contro la TV pubblica. Però io sono del parere che a casa propria ognuno faccia quello che vuole. Se su LA71 vogliono investire i soldi in gente stupida (è un banale esempio) è un problema loro e dei loro azionisti. Se SKY fa delle schifezze la gente disdice l’abbonamento.
Se le fa la RAI siamo cmq obbligati a pagare: allora non mi va più bene!
July 9th, 2008 at 10:21 am
Purtroppo oggi come oggi l’abbonamento che paghiamo non è più una abbonamento alla rai, ma un abbonamento per il possesso di apparecchi televisivi.
July 9th, 2008 at 10:22 am
E’ un’altra tassa mascherata da qualcosa. Ed è “sempre più obbligatoria”: non ha molto senso questa frase ma penso renda l’idea. Come le accise della benzina: alcune si riferiscono ancora ad aiuti per le guerre puniche…
July 9th, 2008 at 10:26 am
Per l’esattezza è una imposta per la «detenzione di apparati atti o adattabili alla ricezione delle trasmissioni radiotelevisive indipendentemente dalla qualità o dalla quantità del relativo utilizzo»
July 9th, 2008 at 10:46 am
Possibile mai, che con tutti i blog che ci sono non vi e nessuno che sia capace di aprirne uno per raccogliere le firme , contro il canone RAI , PER L’ECCESSIVA PUBLICITà E LE SCHIFEZZE DI PROGRAMMIDA FARE SCHIFO.
July 9th, 2008 at 10:49 am
@laerte: inizia amico, segui questo link e trovi tutto il necessarie: http://tinyurl.com/6pclke
Purtroppo il concetto è sempre quello. Chiamalo ICI, Benzina, Canone, TassaX, TassaY, TassaZ… i conti dello stato hanno bisogno di un tot di soldi. Se cavi il canone te li caricano altrove.
E’ come il cliente che chiede sempre lo sconto, e tu gli carichi il prezzo prima di fargli lo sconto…