Con questi tassi d’interesse un italiano fa troppa fatica a rispettare le scadenze mensili, ci sono troppe famiglie che non riescono a pagare le rate del mutuo tra tasse, alimenti, assicurazione etc. e di fatto le banche pignorano la casa.Il fatto che in 1 anno i pignoramenti siano aumentati del 23%, fa pensare che nulla è stato fatto per arginare il problema, anzi sarà sempre peggio se i tassi aumenteranno ancora!

Le associazioni dei consumatori lanciano un nuovo allarme sui mutui. Tra il 2006 e il 2007 i pignoramenti sono balzati in media del 23% in scia all’aumento delle rate del mutuo. Lo ha comunicato l’Adusbef. In base a un’indagine condotta dall’associazione e che ha coinvolto 18 tribunali dei principali comuni italiani è stato messo in evidenza che la crescita dei pignoramenti continua e si avvicina sempre più al 30%.In dettaglio, l’incremento è stato superiore al 20% nelle principali città italiane, a cominciare da Roma e Milano, con aumenti che sfiorano il 30% in centri come Napoli (29%), Venezia (28%) e Macerata (27%). Il picco massimo di pignoramenti nel Belpaese è stato toccato, con una percentuale pari al 41%, nella città dell’Aquila. Ancora una volta l’associazione in difesa dei consumatori punta il dito contro le banche. “Su 3,5 milioni di famiglie che hanno contratto un mutuo per acquistare una casa negli anni scorsi, ben 3,2 milioni, ossia il 91% è stato indotto – spiega Elio Iannutti, presidente dell’Adusbef – dai consigli delle banche a sottoscrivere contratti con tassi variabili quindi esposti alle turbolenze dei mercati, in presenza di tassi fissi al minimo storico, sconsigliati oppure non erogati affatto dalle banche, quando tutti gli indicatori economici che segnalavano una imminente stretta monetaria, avrebbero dovuto indurre gli istituti di credito a maggiore prudenza per debiti di così lunga scadenza”.Secondo l’associazione in difesa dei consumatori, l’insostenibile pesantezza della rate per pagare i mutui, aumentate del 40 e anche del 50% dal 2005, porta sempre più famiglie italiane a non poter onorare le rate dei mutui che si traducono, per almeno 1,9 milioni di mutuatari, a un rischio reale di insolvenza. I dati dell’Adusbef sono parziali e le stime ufficiali non sono ancora state redatte, ma questi numeri bastano per far scattare il caro casa. Una preoccupazione condivisa non solo dai consumatori. Proprio oggi si incontreranno, infatti, il ministro dello Sviluppo, le banche, i consumatori e i notai per affrontare il delicato tema della portabilità.

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Mutui, pericolo pignoramenti per le famiglie italiane.

Il mercato immobiliare negli ultimi anni ha registrato un notevole incremento; gli economisti, infatti, ci hanno ripetutamente detto che il mattone rappresenta, a tutt’oggi, il miglior investimento possibile.Ma, a causa dell’innalzamento dei prezzi e dei relativi mutui (che risentono, ovviamente del costante aumento dei tassi di interesse), gli italiano sembrano essere giunti alla resa dei conti. Secondo quanto reso noto dall’Adusbef, infatti, vi è una crescente tendenza ai pignoramenti.Tra il 2006 e il 2007 l’incremento ha superato il 20% in tutte le principali città italiane; il quadro è stato fatto attraverso un monitoraggio in alcuni dei maggiori Tribunali italiani. Se il trend resterà questo, a fine anno lo scarto medio rispetto al 2006 dovrebbe attestarsi al 23%. Secondo i calcoli dell’associazione dei consumatori, le procedure immobiliari o i pignoramenti sarebbero pari al 3,5% del totale dei mutui, corrispondente, in valori assoluti, a circa 120 mila casi su 3,5 milioni di mutui erogati. In base alla stessa analisi, 3,5 milioni di famiglie che hanno contratto un mutuo per acquistare una casa negli anni scorsi, ben 3,2 milioni, ossia il 91%, sono a tasso variabile e quindi, osserva l’associazione, “suscettibili a ogni ritocco del costo del
denaro”.

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