Ottenere un mutuo al giorno d’oggi diventa sempre più problematico. Stando ai dati rilevati da Altroconsumo ,durante un’indagine che ha preso in considerazione 155 agenzie situate nelle 10 principali città italiane, nel 26% dei casi un’agenzia bancaria su quattro non concede mutui ai consumatori, anche se si tratta di lavoratori stabili, con contratto a tempo indeterminato e con un reddito mensile cospicuo, anche, magari, di 4mila euro al mese.

Il dato è, ovviamente, agghiacciante, specialmente in tempi di forte crisi come questi, in cui è raro trovare lavoratori che possono permettersi di aprire un mutuo.

Se già nel caso dei lavoratori precari le possibilità di accendere un mutuo sono pressoché nulle, nonostante lo Stato abbia istituito un fondo di garanzia su cui puoi trovare tutte le informazioni su questo sito, nel caso dei contratti a tempo indeterminato le banche considerano l’ipotesi di concedere il mutuo solo se il cliente sottoscrive anche la polizza vita e, talvolta, anche quella incendio da loro vendute, alle quali però molti non sono interessati.

Un’altra condizione spesso imposta dagli istituti di credito, ovvero circa l’80% delle banche, è quella di aprire un conto presso la propria filiale. Oltre che paradossali, queste imposizioni sono anche contravvenzioni al Codice del Consumo, che definisce scorrette tali richieste. Così, per quanto assurdo possa sembrare, le banche si sottraggono al loro ruolo primario, quello di motore dell’economia attraverso finanziamenti ai risparmiatori, anche quando i risparmiatori sono perfettamente idonei rispetto a quelli che sono i requisiti richiesti della banca.

Il precariato, dunque, continua a dilagare, non solo da un punto di vista lavorativo, ma anche personale, impedendo anche a coloro (pochi) che sono abbastanza fortunati da poterselo permettere di costruire uno stile di vita stabile, mettendo su casa e famiglia.

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