Rispetto a 10 anni fa, comprare una casa costa 12 anni di stipendio, a causa dell’euro che ha fatto lievitare, in mariera esagerata, i prezzi del mattone e di conseguenza i lavoratori dipendenti devono lavorare per parecchi anni per poter dire “ho una casa mia”.

Purtroppo, come sappiamo, gli stipendi non hanno avuto la stessa sorte del mattone e quindi l’aumento è stato pressochè nullo generando, di fatto, la differenza tra il valore della casa e la retribuzione del lavoratore dipendente e di mezzo c’è anche l’inflazione che ha fatto lievitare i prezzi della materia prima (pane, carne, verdura, etc.) rendendo più difficile mantenere le rate mensili del mutuo.

Insomma se 10 anni fa ci volevano 7 anni di stipendio per avere una casa, oggi ce ne vogliono 12 e ci rendiamo conto che se le cose non tenderanno a cambiare al meglio, sarà sempre più difficile comprare una casa generando, prossimamente, un boom degli affitti!

La domanda che ci poniamo tutti è la seguente:
Per quanto tempo dovremmo ancora soffrire?

“Per comprare una casa, di circa 100 metri quadri, in Italia sono necessari tutti gli stipendi di dodici anni di lavoro. Questo è il quadro che fa Banca d’Italia sui bilanci delle famiglie, calcolando il rapporto tra il valore delle case di residenza e la retribuzione dei lavoratori dipendenti. E’ cresciuta sempre più, stando ai dati, la distanza tra salario e valore della casa: nel lasso di tempo tra il 1995 e il 2006 sono aumentate del 43% le annualità di una retribuzione media netta di un lavoratore necessarie all’acquiisto di un immobile.”

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