Con il petrolio che ha superato il record precedente, arrivando a 102 dollari a barile e l’euro sta diventando sempre più forte sul dollaro, adesso ci vogliono 1,51 dollari per 1 euro.
Le famiglie dovranno pagare di più tra luce, benzina e gas e in più con l’euro che va a mille l’economia europea farà più fatica a vendere fuori UE.

Uno degli effetti negativi del caro greggio è l’inflazione che sta facendo aumentare i prezzi della materia prima causando, qundi, l’aumento incontrollato dei prezzi dei generi a largo consumo, ma c’è l’euro forte che ci ha limitato i danni, altrimenti il prezzo del greggio sarebbe aumentato di almeno 10 dollari in più, ma c’è il roverscio della medaglia: la crescita economica che è ai livelli minimi.

In ogni modo questo insieme di situazioni negative sta danneggiando le famiglie, in fatti è stato calcolato che dovremmo pagare 920 euro in più all’anno!
Purtroppo la UE non sta facendo niente per mitigare questo problema, dovrebbero prendere delle decisioni molto forti tipo austerity per 10/20 giorni senza macchina e usare solo i mezzi pubblici e le bici oppure provvedere, subito, alla costruzione di centrali nucleari anche perchè il petrolio non è inesauribile!

Insomma bisogna prendere delle decisioni al più presto e che siano efficaci in modo da contrastare al meglio questa situazione che sta mettendo in ginocchio l’economia!

“Mai così caro nella storia: i prezzi dell’oro nero continuano a schizzare verso l’alto e mettono a segno un nuovo record, sopra quota 102 dollari al barile. Un livello mai toccato prima nella storia, neanche ai tempi dei grandi shock petroliferi degli anni 70-80 che costrinsero gli italiani alla bicicletta. E scatta l’allarme rosso sul fronte dei prezzi. Con i consumatori che iniziano a fare le prime stime sull’impatto delle nuove fiammate petrolifere, stimando una stangata da 920 euro all’anno per ogni famiglia, già alle prese con i recenti aumenti della luce e del gas e con il costo della benzina e del gasolio ai massimi storici. Federconsumatori e Adusbef profilano un impatto di quasi 500 euro a famiglia per le ricadute dirette dal caro-barile. E altri 420 per gli effetti indiretti, legati cioé alle conseguenze delle impennate dei prezzi del petrolio su tutti gli altri beni: l’aumento dell’oro nero rischia infatti di innescare un effetto volano che dai prezzi alla produzione, passando per i trasporti, arriva fino a quelli dei generi di largo consumo. Causando una rincorsa del caro vita che già il mese scorso si è attestato ai massimi dal 2001, al 2,9%.”

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