Con questa tautologia l’attuale premier Prodi, partecipa a uno dei suoi ultimi eventi ufficiali, lo IEF (International Energy Forum):

“E’ necessario che i prezzi petroliferi siano relativamente stabili a livelli accettabili sia per i consumatori che per i produttori. – ha detto Prodi – Prezzi del petrolio troppo alti pesano sull’economia mondiale, specie sui paesi più poveri, con un costo, diretto e indiretto, per l’economia mondiale stimabile in 500 miliardi di dollari ogni 10 dollari di aumento del prezzo al barile” (la repubblica)

Il problema petrolio è molto delicato. Nonostante il continuo calo di valore del dollaro americano, il prezzo al barile del petrolio continua la sua impennata, forse proprio per contrastare l’effetto down del dollaro stesso.

L’Opec (organizzazione dei paesi esportatori di petrolio) non vede però i margini per gestire un’innalzamento della produzione, anzi segnala che il mercato è in perfetto equilibrio e che la colpa e solo dell’America e dell’attuale situazione di crisi in cui si trova.

Prodi ipotizza soluzioni tramite il dialogo:

la necessita’ di un dialogo strutturato tra consumatori e produttori di energia per una strategia condivisa sui temi della sicurezza energetica (agi)

Anche se a nostro avviso serve veramente un giro di vite forte. Almeno in Italia sarebbero necessari forti tagli alle obsolete accise che uccidono il prezzo dei carburanti, che poi si trasferisce direttamente sul costo dei prodotti, alimentari compresi.

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