Enel dice che senza rigassificatore (è un impianto che permette di riportare lo stato fisico di un fluido dallo stato liquido a quello gassoso) gli italiani pagano molto di più in energia elettrica, attualmente è in costruzione un rigassificatore a Porto Levante in provincia di Rovigo e sarà pronto nel 2009.
Attualmente la politica italiana si sta domandando se sia meglio puntare sul nucleare di quarta generazione, ma come tutti sanno, i rischi non sono pochi. Ma neanche il rigassificatore è esente dai rischi diffatti Piero Angela ha commentato la possibilità di un incidente catastrofico con possibili decine di migliaia di vittime!
Quindi tutti noi ci domandiamo, restiamo in questa situazione e paghiamo tanto di bollette Enel, oppure rischiamo?

Enel, Conti: senza rigassificatore 170 milioni sovrapprezzo annuo.
La mancanza di un rigassificatore in Italia che consenta ad Enel di lavorare in proprio i 4 miliardi di metri cubi di gas che il gruppo elettrico importa ogni anno comporta una spesa aggiuntiva di 170 milioni all’anno. Lo ha detto l’ad del gruppo elettrico Fulvio Conti, durante un’intervista che andrà in onda domani sera su Economics, il programma di economia di Rai Educational. Conti, alla richiesta di fare un esempio di sovraccosti sopportati dall’Italia per la mancata realizzazione di alcune opere infrastrutturali, ha parlato della mancanza di impianti di rigassificazione nel nostro Paese. “Noi siamo costretti a rigassificare il gas in Francia e questo, solo per i nostri 4 miliardi di metri cubi all’anno, comporta una maggiore spesa di 170 milioni che poi finisce in bolletta”.

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Stiamo consumando più gas di quanto siamo in grado di importare. Stiamo intaccando le riserve, ma esistono per questo e non c’é da allarmarsi”. “Non avere un rigassificatore comporta un costo incrementarle, soltanto per i 4 miliardi di metri cubi di gas che importiamo dalla Nigeria e rigassifichiamo in Francia pari a 170 milioni di euro l’anno, che si scaricano sulle bollette degli italiani”.

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