Dopo gli aumenti imposti dal governo Monti sul prezzo del carburante, sottoforma di accise e iva, effettuati nel 2011, che ha creato del malcontento tra la popolazione italiana. Adesso gli italiani sono praticamente infuriati, in quanto la benzina continua a salire imperterrita, arrivando ad raggiungere il prezzo di 1,950 euro al litro, mentre il diesel varia sui 1.810 – 1.860 al litro. Bisogna tenere conto che le macchine di piccola cilindrata sono quasi tutte a benzina, gli italiani le usano per piccoli tragitti e significa una bella spesa mensile. Per quanto riguarda le auto alimentate a diesel, prima bastavano in media 70 euro per fare un pieno, adesso ce ne vogliono 15 euro in più. Il punto è che se i prezzi continuano a salire, fino ad arrivare, per la benzina, 2 euro al litro, (quasi 4.000 di vecchie lire per un misero litro) sarà veramente dura per tutti. Tenendo conto che l’Italia è diventato il Paese più caro d’Europa dove fare benzina, dovremmo cercare di porre rimedio. Le soluzioni sono moltepici, ma quella che tutti auspichiamo è la riduzione delle accise. C’è chi ha pensato di installare, sulla propria macchina, un impianto a metano o a GPL, così evita il salasso e risparmia, però in Italia non ci sono tanti distributori a Metano e GPl, il che è un peccato. A tal punto il governo Monti dovrebbe incentivare i distributori ad aggiungere almeno un erogatore di metano o gpl. Non oso pensare al momento in cui si arriverà a pagare 3 euro per un litro di benzina.

Via corriere

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