Dopo lo slittamento a metà gennaio per il rinnovo del contratto dei metalmeccanici, e il costante aumento dei prezzi con l’inflazione che sale come un missile puntato sulla luna, i sindacati corrono ai ripari cercando di rattoppare questo “buco” con la richiesta di uno sgravio fiscale sui salari (peraltro previsto dal programma della sinistra e che doveva già essere attuato dal 2007) altrimenti ci sarà sciopero generale. Il Ministro Damiano per evitare cerca di venire incontro ai sindacati, ma sicuramente andrà per le lunghe.Si dice che lo sgravio fiscale sarà di 1 punto percentuale (dal 38% al 37%) non credo che questo permetta di prendere fiato, l’aumento sarà, più o meno, di 20/30 euro.

Tra governo e sindacati l’incontro di domani servirà soprattutto a stabilire il calendario per una trattativa serrata su tasse e salari.Nel dare e l’avere non ci sono soltanto sgravi fiscali sui salari, precisano altre fonti governative, perché altrimenti ci si limiterebbe a scaricare sul fisco la difficoltà di rinnovare i contratti di lavoro. La trattativa sarà complessa, e non breve, perché occorre anche rivedere l’assetto della contrattazione tra sindacati e datori di lavoro. «Si può cominciare subito, per poi gradualmente definire un’ipotesi completa» conferma il viceministro dello Sviluppo Sergio D’Antoni, ricordando che «bisogna anche dare una spinta formidabile al rinnovo dei contratti».

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Si era paventata anche l’idea di tamponare questa “falla” con una tantum, ma il Ministro Damiano e Epifani l’hanno scartata in quanto, dicono, servirebbe a poco. Io dico che vista l’attuale situazione economica, sarebbe un buon toccasana, non dimentichiamoci che sta aumentando tutto e la BCE sta seriamente pensando di alzare il tasso di interesse!
Quindi io sono per la tantum che permetterà di ridare fiato al portafoglio di parecchie famiglie in difficoltà.

Visti i tempi stretti, è circolata anche l’ipotesi di primi interventi una tantum, sul modello del bonus per gli incapienti deciso alla fine del 2007. Ma l’indiscrezione non trova conferme al ministero dell’Economia, viene scartata da Damiano, e decisamente bocciata dal segretario della Cgil, Guglielmo Epifani: «Non accetteremo risposte una tantum. Chiediamo risposte strutturali ».

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