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June 4th, 2008 - 13:35

Si può morire di superlavoro in Giappone

Articolo scritto da Franco Milani


In Giappone sono in aumento i suicidi per troppo lavoro, Yuji Uendan era un ragazzo giovane di ben 23 anni che non ce la faceva più a sopportare 15 ore di lavoro al giorno senza avere la possibilità di sfruttare un giorno di tempo libero, magari per divertirsi, riposarsi, stare con qualche ragazza, invece l’azienda dove lavorava pretendeva il massimo da questo ragazzo altrimenti avrebbe perso il lavoro, così ha dovuto attenersi a queste assurde regole poi non ce l’ha più fatta e ha fatto finita a questo mondo crudele, ma prima aveva scritto alla lavagna di casa "tutto il tempo che ho passato è stato sprecato", per sottolineare che la vita non va sprecata ma vissuta!

Per rispetto a questo ragazzo hanno citato in tribunale l’azianda dove lavorava e alla fine il tribunale ha dichiarato la responsbilità della morte di Yuji e che dovevano risarcire i danni alla famiglia di lui, ma lo scopo di questa causa è quello di fare in modo che tutte le azienda del Giappone possano trattare al meglio i loro dipendenti e non come fossero dei robot.

Per fortuna queste cose non succedono in Italia, in ogni modo la vita non va sprecata ci sono ben cose più importanti della vista stessa.

La questione del "karojisatsu", letteralmente "suicidio dovuto all’eccesso di lavoro" è un problema serio in Giappone. Il numero di suicidi è aumentato drasticamente, superando i 30 mila casi dal 1998, quando il tasso di disoccupazione raggiunse un record dai tempi del dopoguerra. Secondo gli ultimi dati dell’Organizzazione mondiale della Sanità, il numero di suicidi in Giappone è quasi il doppio di quello negli Stati Uniti.

Via repubblica

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