Qualcuno si ricorda questa frase pronunciata l’indomani dell’approvazione del prestito ponte di 300 milioni di euro per salvare Alitalia?

Essendo stata l’ennesima volta che noi poveri contribuenti avremmo dovuto metter mano al portafoglio per la disastrata compagnia di bandiera, quella volta si decise che, dopo il prestito ponte o si cambiava oppure si falliva.

Com’è andata a finire tutti lo sappiamo: Alitalia non esiste più ed ora c’è C.A.I. che pare, almeno a sentire i favorevoli, abbia salvato l’onore nazionale, abbia evitato crisi occupazionali immani e ci permetterà di volare in tranquillità per il prossimo futuro, (il fatto che essendo monopolista su certe tratte pagheremo i biglietti uno sproposito, poco importa).

Dietro a tutto questo però, c’è il fantasmagorico accordo sindacale che prevede per tutti i dipendenti Alitalia che dovranno essere tagliati: ammortizzatori sociali di lusso, per 7 anni.

Ma come si fa a trovare i soldi da dare a chi non lavora, per sette anni?

Pensa che ti ripensa si è deciso in un primo tempo di mettere un obolo di 1 euro su ogni biglietto emesso.

Poi si è pensato che era meglio alzare la posta a due euro ed infine: notizia di questi giorni, si è capito che se non si estorcevano 3 euro, (vedi qui), ad ogni persona che decidesse di volare C.A.I./Air One, non si sarebbe riusciti a pagare i 7 anni di pace per gli ex dipendenti.

La cosa più bella, ritengo, è stata la dichiarazione che un rappresentante del Governo ha osato rifare: “ Questa sarà l’ultima volta che mettiamo le mani in tasca ai contribuenti…”

Meditate gente meditate.

Continua la tua lettura