Una dei peggiori profili della crisi economica italiana è quella degli stipendi. Il loro potere di acquisto negli ultimi tre anni è calato in modo impressionante e ce chi si lamenta urlando che il proprio stipendio si è nominalmente fermato (anche) al 2005.

Le masse proclamano aumenti degli stipendi ma dall’Europa arrivano moniti. Attenzione: se aumentate gli stipendi ne guadagnerà solamente la famelica inflazione. Il classico cane che si mangia la coda: il Governo impone aumenti contrattuali, le aziende aumentano il costo dei prodotti… e avanti così.

Il punto di arrivo potrebbe essere idealmente l’Argentina, coinvolta in una crisi monetaria che tutti sicuramente ricorderete. E a farne le spese non sono chi comunque continua a vivere bene, ma chi già adesso non arriva, non a fine mese, ma nemmeno al paradossale venti! Ha voglia il Corriere a dire:

Potere d’acquisto degli stipendi: Milano e la Lombardia fanno da battistrada. Purtroppo in negativo. Nel 2007 rispetto al 2006 in regione è diminuito in media il potere d’acquisto delle retribuzioni dello 0,3 per cento. Penalizzati soprattutto i dirigenti. […] Dirigenti in crisi – A Milano e in Lombardia gli stipendi reali dei dirigenti (al netto dell’inflazione) si sono ridotti del 3,4 per cento. A livello nazionale il fenomeno è più contenuto: le retribuzioni dei manager hanno perso l’1,8 per cento […]

Un dirigente eventualmente può rinunciare a una cena di pesce, o ad una uscita in barca. Ma un’operaio monoreddito può rinunciare al piatto per la figlia?

AAA. Cercasi soluzioni! Nel frattempo riflettiamo sull’immagine allegata…

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