La compagnia aerea italiana, Alitalia, non finisca mai di “soffrire”, dal probabile fallimento, alla trattativa fallita con Air France, dal piano di risanamento attuato dalla CAI, al attuale sciopero selvaggio attuato dalle minoranze sindacali che ha causato forti disagi per i paseggeri, questa situazione ha di fatto generato una esasperazione tra i cittadini italiani, che non ne possono più di queste situazioni e sono ben consapevoli che Alitalia è un salasso per i contribuenti.
Insomma si fa presto a capire che questa compagnia aerea sia la peggiore azienda del mondo, sia come gestione, sia come utilità, è stata gestita male e i dipendenti cercano solo di affondare il pugnale con il risultato che ci rimettono i contribuenti italiani, quindi a questo punto io sono per il fallimento di Alitalia!
Sono circa cinquanta, nelle previsioni di Alitalia, i voli che verranno cancellati oggi, mercoledì 12 novembre, dalla compagnia aerea.
Via ilsole24ore
Finalmente, per il bene del Paese, destra e sinistra, se pure sottobanco, hanno deciso di collaborare .
Finalmente, per alleviare dal peso della crisi finanziaria i cittadini italiani, destra e sinistra hanno deciso di portare avanti un comune lavoro di lobbying per salvare Alitalia, o ciò che ne resta, dal fallimento.
Sono stati talmente bravi nel fare partecipe la popolazione delle loro ragioni che, secondo un sondaggio, il 63% degli italiani è a favore del salvataggio.
Vuoi vedere che, pur sudando sette camicie, i nostri statisti riusciranno nel miracolo di salvare un carrozzone, appiopparci miliardi di debiti sulle spalle e riuscire anche a fare un figurone?
Vuoi vedere che ha ragione chi denuncia i lavoratori dell’Alitalia come dei raccomandati, dal momento in cui a nessuno frega niente delle migliaia, (sì, proprio migliaia), di persone che nell’arco dell’anno perdono il lavoro nelle piccole aziende, (che rappresentano più del 90% dell’imprenditoria italiana), senza alcuna protezione, (l’art.18 dello statuto dei lavoratori non si applica, secondo la mia modesta opinione giustamente, alle aziende con meno di 15 dipendenti).
Scommettiamo che i 3.000 o 7.000 esuberi, (a seconda che li indichi una fonte governativa o indipendente), riceveranno un trattamento da pascià sempre e naturalmente contando sul popolo bue che si beve tutto e paga?
La nota positiva è che, se si dovesse giungere ad un accordo, insieme al carrozzone Alitalia, salveremmo Airone che, per chi non ne fosse informato, è talmente pieno di debiti che l’aeroporto di Capodichino, per esempio, ha gia fatto richiesta per lasciare a terra gli aerei della compagnia di Toto in quanto creditori di 1,1 milione di euro…(fonte Il Sole 24 Ore).
Dopo il ribaltone elettorale e il prestito di 300 milioni di euro di cui parlavamo ieri, pare che la strada verso la cordata salva AliItalia si stia concretizzando sempre più. L’incaricato (capo cordata) Bruno Ermolli, richiamato all’opera direttamente da Silvio Berlusconi, ipotizza quanto segue:
Le risorse complessive da mettere in campo sono stimate tra 700 milioni e un miliardo di euro da suddividersi in tre diverse categorie di investitori. Un terzo dovrebbe spettare a Carlo Toto, il patron di AirOne [...]
un altro terzo delle risorse verrebbe versato dalle banche [...]
l’ultimo terzo da una cordata di imprenditori privati. (fonte Repubblica)
Insomma per gli imprenditori ci sarebbero solo 300-350 milioni di € da sborsare. Tra questi si citano Marco Tronchetti Provera (Pirelli) e Francesco Micheli (e.Biscom-Fastweb).
Come già detto ieri però il problema principale sarà: conoscere lo stato reale dell’Alitalia. Sicuramente saranno previsti forti tagli, come già preannunciato oggi dal Cavaliere.
foto di: scuola ribaldone