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Aumentano i poveri, ci sono anche i separati e divorziati

Friday, December 4th, 2009

mensa_poveriRispetto ad alcuni anni fa dove il concetto di famiglia unita era molto radicato, i problemi venivano affrontati in famiglia, si dava una buona educazione ai figli, si sapeva tirare la cinghia. Adesso, con il passare del tempo, il concetto di famigli si è sminuito, ognuno fa quello che gli pare, se c’è un problema si tende a scaricarlo al partner, segono poco i figli e il risultato è che aumentano le separazioni e i divorzi sempre di più. Purtroppo questo ha generato anche una nuova classe di poveri che sono, appunto, quella dei separati e dei divorziati che dopo aver pagato gli alimenti alla ex moglie si ritrovano con pochissimi soldi per sè stessi e quindi per mangiare. Quindi per sopravvivere sono costretti ad andare alle mense dei poveri per mangiare, in sostanza la loro vita è lavorare 8 ore al giorno, pagare gli alimenti e bollette varie, infine mangiare con i poveri, se non si hanno i genitori che li aiutano. Troppo triste! Bisognerebbe fare qualcosa per loro!

Separazioni e i divorzi,trasformano questi lavoratori in’clochard’. Il 25% degli ospiti delle mense dei poveri sono separati. Molti dormono in auto, altri tornano dalle loro famiglie di origine.

Via unità

Italiani: mangiare meno, telefonare di più?

Friday, May 16th, 2008

I dati sono i seguenti: ancora un calo nei consumi alimentari, – 1,7% nel primo trimestre 2008, mentre continuano a salire i consumi per comunicazioni, (dicasi i telefonini e affini), + 9,8% e per la cura della persona, + 3,3%, (La Stampa).

Altri dati interessanti da incrociare ai primi sono: in appena cinque anni, dal 2002 al 2007, l’indebitamento delle famiglie italiane è cresciuto in maniera impressionante! Uno studio della Cgia di Mestre ha rivelato che l’incremento è da quantificarsi nella misura del 91%. Negli ultimi due anni l’indebitamento medio è cresciuto del 9,2% ed ammonta a 15.578 euro.

Nessuno nega che economicamente l’Italia stia vivendo un periodo a dir poco complicato: gli stipendi perdono potere, la classe media scivola sempre più in basso e gli esempi potrebbero proseguire; però il fatto che diminuiscano i consumi alimentari mentre continuano, costantemente ad aumentare i consumi per comunicazione, ritengo ponga degli interrogativi.

Non sarà che vige il sempreverde detto: “piove: Governo ladro”?

Se la nostra propensione al risparmio continua a calare, (fino a non molti anni fa eravamo i secondi maggiori risparmiatori al mondo dietro i giapponesi), non si può sempre incolpare le finanziarie che ti suggeriscono di comprare qualsiasi cosa a rate, comprese le vacanze, perché alla fine sono io, individuo, a scegliere.

Se il mio desiderio di stupire gli amici è tale che preferisco avere in casa un magnifico televisore al plasma, piuttosto che il telefonino più moderno in commercio trovandomi ben presto senza soldi, non posso poi lamentarmi che faccio fatica ad arrivare a fine mese.

Ribadisco che non è mia intenzione sottovalutare una situazione che, parlando in generale è sicuramente allarmante, certo che, una certa fascia di popolazione, farebbe meglio a cominciare ad assumersi le proprie responsabilità senza guardare ai nostri politici come ad un consorzio di maghi preposti a risolvere qualsiasi problema agitando la bacchetta magica.

foto di biciclila

Mutui: calo nella richiesta

Friday, May 9th, 2008

”Dopo quasi un biennio di allentamento, emerge per la prima volta un irrigidimento delle politiche di offerta per l’erogazione dei prestiti alle famiglie per l’acquisto di abitazioni”.

E’ quanto rileva la Banca d’Italia a commento dell’indagine sul credito bancario effettuata in Italia. Non solo famiglie, pero’, ma anche le aziende. Infatti, nei primi tre mesi dell’anno in Italia i criteri per l`erogazione di prestiti alle imprese hanno registrato una ulteriore restrizione.

Questa dimunuzione dell’erogazione dei mutui è probabilmente legata alla costante decrescita degli acquisti nel mercato immobiliare, di cui abbiamo parlato qualche tempo addietro.
Il segnale non è positivo, soprattutto se letto nell’ottica della decisione della BCE di lasciare invariati i tassi:

In linea con le attese la Bce ha lasciato invariato il livello dei tassi di interesse al 4%.
La decisione è stata unanime, ha detto il presidente della Bce, Jean Claude Trichet.
L’elevata inflazione è un fatto temporaneo causato dagli alti prezzi alimentari ed energetici, ha poi aggiunto. Tuttavia nel medio termine permangono rischi al rialzo sul fronte della stabilità dei prezzi. Prezzi al consumo il cui indice si manterrà nei prossimi mesi al di sopra del 2%. Il termine “vigilanza” non scompare dal nostro vocabolario, ha ricordato Trichet, le cui parole hanno provocato un forte rimbalzo dell’euro che da 1,5317 scambia alle 15,17 a 1,5393 nei confronti del dollaro.

Inflazione Istat al 3.3% ad Aprile

Wednesday, April 30th, 2008

istat

Sulla base dei dati pervenuti, l’Istituto nazionale di statistica stima che l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettivita’ (NIC), relativo al mese di aprile 2008, presenti una variazione di piu’ 0,1 per cento rispetto al mese di marzo 2008 e una variazione di piu’ 3,3 per cento rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. E’ quanto rileva l’Istat.In base alla stima provvisoria, l’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) registra nel mese di aprile una variazione di piu’ 0,5 per cento rispetto al mese precedente e una variazione di piu’ 3,5 per cento rispetto allo stesso mese dell’anno precedente.

Sono i beni alimentari a spingere i prezzi. Ad aprile, sulla base della stima Istat, gli alimentari hanno registrato un aumento dello 0,5% rispetto a marzo e del 5,5% rispetto a marzo 2007. A correre sono i prezzi dei prodotti lavorati, con un picco della pasta che ha segnato un +18,6% su base tendenziale.

Fonti parziali:
AdnKronos
Ansa
Istat