E così siamo arrivati alla resa dei conti su Alitalia.
Non voglio entrare nel merito del piano, se non altro per non essere noioso, avendo scritto intorno alla compagnia di bandiera più di una volta.
Ciò che rende perplessi, è la serie di norme che verranno aggirate per fondare la nuova compagnia di bandiera: verrà evitata la norma sui fallimenti con una riedizione riveduta e corretta della Legge Marzano e, cosa peggiore, verranno sospese le norme antitrust per far si che AirOne e La nuova Alitalia si fondano arrivando ad avere, più o meno, il monopolio della rotta più ricca del Paese: la Milano Roma con un più che probabile aumento di costi per i passeggeri, (chi vivrà vedrà).
A questo credo possa essere aggiunto il sistema di gestione degli esuberi calcolati in circa 7.000 unità: il Governo li vorrebbe ricollocare non, come si pensava in un primo tempo presso aziende pubbliche ma, udite udite, presso aziende private che, immagino, non vedano l’ora di accogliere a braccia aperte personale mandato direttamente dall’esecutivo, con tanti saluti alla libertà di impresa.
Come ultima annotazione credo non debba dimenticarsi nemmeno ciò che i 16 “salvatori” vorranno in cambio per il miliardino di euro che spenderanno.
Su tutta l’operazione salvataggio, solo il tempo ci dirà se è stata positiva, però, l’aggiramento delle norme è davvero un precedente pericoloso, specie in un Paese nel quale il primato della Legge, non ha moltissimi estimatori.
In Italia è arrivata una nube nera enorme, che ricopre tutte le famiglie italiani, un po’ alla Indipendence Day, per intederci:
Sono 530 mila le famiglie italiane che si trovano in difficoltà nel pagare la rata del mutuo: 420 mila fanno fatica per l’aumento del costo della rata, mentre per 110 mila esistono problemi di insolvenza.
Queste le parole di Antonio Catricalà (via Eco Bergamo), direttore dell’antitrust, che lancia l’allarme. I toni ancora non sono così accesi ma se pensiamo bene la stessa cosa era successa in America, prima di dover affrontare l’enorme crisi dei mutui subprime. Giuseppe Zadra, direttore dell’ABI, chiaramente cerca di calmare le acque ma dalla Federal Reserve arriva comunque l’ammonito: state cauti…
Quindi per coloro che saggiamente (si fa presto a dirlo a posteriori) hanno contratto mutui a tasso fisso il problema non si pone. Ma per tutti coloro che devono convivere con i mutui a tasso variabile il problema diventa ogni mese (in base al proprio tipo di euribor) sempre più pressante.
A questa situazione di prevista crisi si associa poi la scarsa mobilità dei mutui italiani, legata direttamente al mancato rispetto da parte delle banche italiani delle normative sulla mobilità, che dovrebbero permettere di spostare il proprio mutuo da un ente all’altro, con bassissimi costi e senza notaio. La sostituzione mutuo rimane quindi un problema assolutamente burocratico e oneroso.
Così ancora Antonio Catricalà si esprime (via Borsa Italiana):
Il tasso di mobilita’ dei mutui in Italia e’ molto basso e si aggira intorno al 7,7% annuo rispetto ad una media europea tra 25 e 28%.
Torno al lavoro… anch’io ho un mutuo a tasso variabile a carico, che come un bimbo cresce, cresce, cresce…
Dopo il pane (già citato nel nostro blog), anche la pasta entra nel mirino dell’Antitrust, che ha aperto un’istruttoria per possibili violazioni della concorrenza per gli aumenti dei prezzi della pasta. L’Autorità, si legge nel comunicato, indagherà per accertare che ci siano state “possibili intese restrittive della concorrenza nei confronti di Unione industriale pastai italiani e di Unione nazionale della piccola e media industria alimentare”. Le associazioni, infatti, “potrebbero aver dato indicazioni per aumenti dei prezzi omogenei sul territorio nazionale”.
L’Antitrust ha aperto un’istruttoria per possibili violazioni della
concorrenza per gli aumenti dei prezzi della pasta. La pratica riguarda
«possibili intese restrittive della concorrenza nei confronti di Unione
industriale pastai italiani e di Unione nazionale della piccola e media
industria alimentare». Le associazioni, infatti, «potrebbero avere dato
indicazioni per aumenti dei prezzi omogenei sul territorio nazionale».
L’istruttoria dovrà verificare se le indicazioni di aumento del prezzo da
applicare alla pasta, a partire da settembre, fornite dalle due associazioni,
abbiano ristretto la concorrenza. Secondo l’Autorità, infatti, «i dati sugli
incrementi di prezzo da attuare potrebbero aver costituito un punto di
riferimento per l’aumento del prodotto finito, inducendo i singoli produttori ad
adottare una strategia uniforme anzichè concorrere sul prezzo a fronte
dell’aumento del grano e quindi della farina».
Via ilSole24Ore
L’istruttoria, che dovrà concludersi entro il 30 novembre del 2008, è stata
avviata anche a seguito di una denuncia presentata da Federconsumatori Puglia.
Nella segnalazione veniva citato un incontro avvenuto a Roma tra circa 50
imprese sulle 160 aderenti ad Unipi che rappresentano l’85% della produzione
complessiva del settore, dal quale sarebbe emersa la decisione di aumentare il
prezzo della pasta. Nel corso della preistruttoria gli uffici dell’Autorità
hanno individuato indicazioni analoghe da parte di UnionAlimentare sulla base di
dichiarazioni rilasciate dal presidente. I provvedimenti, conclude l’Antitrust,
sono stati notificati alle due associazioni, nel corso di alcune ispezioni
effettuate dai funzionari dell’Autorità, coadiuvati dal Nucleo Speciale Tutela
Mercati della Guardia di Finanza.
Via Corriere