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Nel momento del NON bisogno

Thursday, July 24th, 2008

Nicole Pasetto adesso non c’è più! Nicole è morta a causa di una pasta. Nicole adesso non può più piangere. Non puoi più ridere. Non può più diventare donna, se a 16 anni una donna, donna ancora non è. Nicole ora può solo guardare da lassù quanto casino siamo in grado di produrre qui in terra.

A ricordare Nicole c’erano però oltre duecento persone: genitori, preti (don Lino Sacchetto, don Silvio Baccaro), autorità (il sindaco Fausto Merchiori) e soprattutto tanti ragazzi. Amici, coetanei, compagni di scuola, semplici conoscenti e anche chi di Nicole ha sentito parlare solo dopo la morte (via Gazzettino Rovigo)

Dov’erano 200 persone quando Nicole raccoglieva 10€ alla volta con le sue amiche, per comprare della merda che l’avrebbe uccisa? Dove erano le autorità e le forze dell’ordine quando qualcuno stava organizzando l’ennesimo Rave del Redentore? Dove erano i controlli e l’anti-droga quando qualcuno vendeva morte in formato tic tac a delle bimbe di 16 anni?

Forse stavano installando un autovelox. Oppure erano nascosti dietro un albero sperando di uccidere con il laser l’ennesimo automobilista che andava ai 57 con il limite dei 50!

Ciao Nicole. Ti regaliamo questa foto dei fuochi del Redentore che tanto hai sognato di vedere. Con la speranza che la tua scomparsa non sia solo qualche articolo scritto qua e là e molte lacrime versate. Ma possa essere uno stimolo a ripulire tutto lo schifo di quaggiù!

foto di CTone

Aprite le orecchie e fermate quei pazzi

Monday, July 7th, 2008

Nico Cereghini è il mammasantissima del giornalismo motoristico italiano o almeno così lo definiscono su Riders. Personalmente lo vedo come una persona matura, schietta, senza peli sulla lingua e con una capacità di trasferire l’emotività quando scrive.

Proprio come nel suo ultimo articolo “Monza, 8 luglio 1973″ (e parte 2). Racconta la storia di un tragico quanto storico incidente. Incisa nella sua memoria e nella sua anima. Quasi il tempo si fosse fermato.

Il suo racconto, e alcuni episodi della mia vita, mi hanno spinto a scrivere un commento. Un commento pesante, lungo, che sicuramente infastidirà molti. Questo un breve passo:

Perchè dal terrazzo di casa mia odo continuamente moto che fanno “i gareji”, diciamo noi in Veneto, per le strade pubbliche. Fanno le gare in tangenziale. 10-12 mila giri, si odono tutti. Flotte di 3-4 motociclisti, bardati fino al collo, che si impossessano delle strade.

Ho io il super udito oppure a qualcuno non gliene frega nulla di sangue per le strade? O ritengono più redditizio controllare che sul limite 70, nessuno osi andare a 80?

Perchè? E’ necessario tutto ciò? E’ necessario continuare a piangere morti. Morti di chi spesso cerca la follia lungo le strade pubbilche o di chi magari era solo nel posto sbagliato al momento sbagliato? Sono proprio necessari in una moto “civile” 180 cavalli? O ogni cavallo in più è una possibilità in più perchè si perde il controllo del mezzo  e della ragione?

Sono proprio necessari 150 cavalli per sentirsi un uomo migliore (migliore di chi???), o forse per sentirsi un po’ più pilota. Ma soprattutto (e questo secondo me è gravisso) perchè tutti piangono e nessuno ferma questa continua agonia che miete dolore ogni weekend? Perchè invece di controllare i 5km/h in più con autovelox nascosti, che fanno straboccare le casse comunali, non si pattugliano per un paio di week end le notissime strade della follia su due ruote, o anche solo le banali tangenziali? Non ci vuole molto, bastano 2 orecchie: a 12-13 mila giri le moto fanno un gran bordello, anche perchè quelli che vanno forte non sono mai originali.

Magari con i soldi risparmiati dei funerali, potremo avere delle agevolazioni per gli ingressi in pista. Dove la velocità e il rischio sono sotto controllo, o almeno un po’ di più. E lasciare sulle strade italiani i “mezzi di trasporto” in quanto tali. Magari con un po’ di prevenzione, quella vera, in più potremo sentire meno mamme piangere. E il pianto di una mamma e la peggior cosa si possa udire.

foto di acetosella

In bici senza cellulare e lettore mp3

Monday, June 23rd, 2008

Bicicletta solitariaOramai l’assurdo sta inoltrandosi nella nostra vita senza tregua. Non bastano più telecamere in ogni punto della città, nè tanto meno postazioni nascoste dei vigili stile CIA. Non bastano neppure più gli autovelox in strade sperdute, dove il limiti di velocità è assolutamente segreto, e ci si inserisce nella strada da una via laterale o va via ai cinquantallora oppure è fregato.

Ora è il momento delle biciclette, l’unico mezzo realmente sano comodo e veloce. A Verona…

inflitta a un ciclista che parlava al telefono mentre pedalava nel centro storico della città. Secondo il comando dei vigili urbani Nicola Abati, 23 anni, avrebbe trasgredito l’articolo 173 del Codice della strada perché la bicicletta è un veicolo come un altro, e per ragioni di sicurezza entrambe le mani vanno tenute sul manubrio. (via repubblica)

Ricorso chiaramente richiesto immediatamente dal ciclista, ma beffa assolutamente non passata inosservata. Ora vogliono fare passare le biciclette al pari di moto e motorini, e addirittura vogliono proibire di andare in bicicletta con il lettore mp3. Ma come siamo messi? Ricordo ancora da ragazzino che i vigili mi hanno fermato un paio di volte perchè portavo un’amichetta sul tubo…

Secondo me oramai siamo a livelli ridicoli. Vogliono giustificare tutto con la sicurezza, per poi arricchire le casse dei Comuni.

foto di Amodiovalerio Verde