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La fine di Rifondazione Comunista

Monday, July 28th, 2008

Come avevo già previsto nel mio precedente post, il partito di Rifondazione comunista è praticamente morto con la sua spaccatura interna dovuta al fatto che non c’è stata la mediazione tra l’ex ministro Ferrero e l’attuale governatore della Puglia, Vendola e di conseguenza si doveva votare uno dei due che tra l’altro avevano idee diverse su come rilanciare Rifondazione Comunista.

L’ultima ancora di salvezza l’ha lanciata l’ex segretario, Fausto Bertinotti, sottolineando quanto sia importante restare uniti per poter rialzare la testa e quindi formare una sinistra che possa seguire i problemi della gente, purtroppo anche lui ha capito che non c’èra nulla da fare e che con l’elezione di Ferrero e l’uscita di Vendola, Rifondazione Comunista sta per morire.

E’ evidente che il popolo della sinistra goda a farsi del male a sè stessi, questa situazione sintetizza la fine della sinistra che si sta spaccando in pezzi più piccoli e di conseguenza l’unico partito di riferimento resta della sinistra resta il Partito Democratico che di fatto sembra più di destra che di sinistra.

La conclusione di tutto ciò è che dovremmo aspettare almeno 10-15 anni perchè la sinistra risorga dalle sue ceneri.

Si chiude così l’era di Fausto e, con lui, chiude i battenti un’idea di Rifondazione Comunista. Basta cachemire e salotti televisivi. Si cambia. Neanche Nichi è riuscito nel miracolo. Ed è quasi un paradosso. Lui che, sovvertendo tutti i pronostici, è riuscito a strappare la Puglia al centrodestra, è costretto alla resa tra le mura amiche. Sconfitto dallo «sconosciuto» Paolo Ferrero.

Via iltempo

Il cammino di Rifondazione Comunista si fa sempre più difficile

Friday, July 25th, 2008

E’ appena iniziato il congresso del Prc a Chianciano Terme e sono già cominciati i dissapori tra Niki Vendola e Paolo Ferrero, mentre Fausto Bertinotti osserva da militante e si trattiene dal partecipare in quanto sa benissimo che la colpa maggiore di questa situazione è solo sua.

Ci sono ben cinque mozioni in un partito che non ha maggioranza e sarà ben difficile mettere d’accordo tutti per eleggere il segretario che avrà il duro compito di far rialzare Rifondazione Comunista, in quanto siamo in un momento critico per la sinistra radicale, i comunisti hanno perso troppi punti, sono lontani i tempi dove i comizi di Berlinguer erano seguiti da 100.000/300.000 persone.

Purtroppo questo clima che si è presentato al congresso non facilita la situazione, Ferrero e Vendola non vogliono mettersi d’accordo, c’è chi vuole unire tutti i comunisti compresi quelli di Diliberto, o chi vuole restare fuori fa tutte le alleanze e fare propaganda da soli, insomma si capisce che il cammino di Rifondazione Comunista non sarà facile.

Bisogna anche tenere conto che in parecchie città gli iscritti di Rifondazione comunista non vengono ascoltati, praticamente li hanno abbandonati, come nel caso di Rovigo dove avevano presentato un aiuto per poter risolvere il problema del terminal gasiero e invece non li hanno neanche considerati e in tutta risposta hanno disertato il congresso e faranno in modo di essere autonomi senza dipendere dalla sede principale di Roma, anzi si paventa la possibilità che possano creare un partito comunista del polesine.

Insomma se non è la fine per i comunisti poco ci manca!

Tirar fuori una maggioranza e un segretario da questi numeri sarà più o meno come una battaglia navale, “A-5-colpito e affondato” oppure “no, acqua”, un percorso che andrà avanti per tentativi e con intuito. Il VII congresso di Rifondazione è un appuntamento drammatico perché decisivo per il futuro della sinistra. Le scelte dei prossimi quattro giorni ( il Congresso chiuderà domenica) potrebbero rischiare di frammentare così tanto la sinistra da perderla per sempre. “Attenzione, rischiamo di arrivare alla fine della storia della sinistra”, di una sinistra che pesa, che incide nel dibattito e nelle scelte politiche, è il timore del giovane segretario provinciale del partito che avvia il congresso salutando dal palco.

Via repubblica

Fini alla Camera, o al martirio?

Wednesday, April 30th, 2008
Fini alla Camera, o al martirio?Clicca per ingrandire…

Pare che sia solo questione di ore l’elezione di Gianfranco Fini, leader di Alleanza Nazionale (former Alleanza Nazionale, ndr), a Presidente della Camera. Pare che Fini sia già da alcuni giorni in preparazione e fermento del discorso per l’investitura. Un discorso che promette dovrà essere di alto lignaggio, nazionale, ma senza dimenticare i principi della destra italiana:

Da almeno dieci giorni Gianfranco Fini dedica parte della propria giornata alla stesura del discorso che dovrebbe pronunciare domani appena eletto Presidente della Camera. [...] Ricordare la Storia significherà anche pronunciare un discorso che nelle intenzioni sarà “alto”, toccando e forse non solo sfiorando i passaggi che costituiscono le fondamenta della Repubblica. (via TendenzeOnline)

non nasconde la sua gioia nel poter dare un ruolo così importante a quel giovane compagno di banco che tra accordi e bisticci, lo ha sempre accompagnato nel cammino verso il più alto colle d’Italia:

«Onorato di offrire a Fini la presidenza della Camera». «Interpretando il desiderio di tutti sono onorato di offrire la candidatura alla Camera al nostro Gianfranco Fini: sarà uno straordinario presidente, lui in Parlamento è insuperabile, ha un’oratoria fantastica» ha detto . (via Il Messaggero)

La Presidenza della Camera dei Deputati, la terza carica dello … Il presidente della Camera. Su Wikipedia trovate una accurata descrizione. Alcuni dei compiti del Presidente:

  • direzione della seduta
  • ricevibilità dei testi
  • nomina dei membri di alcune importanti autorità amministrative (quella per la concorrenza e quella per la editoria e la televisione), del Consiglio di amministrazione della RAI, del Consiglio di presidenza della Corte dei Conti

Insomma che dire. Un gran ruolo. Ma a noi che siamo sempre dubbiosi di tutto viene una domanda.
E’ sempre un premio la Presidenza della Camera? E se rivolgessimo la stessa domanda al leader (o è gia ex, ndr) Bertonotti, che forse a causa di quella importantissima poltrona, ha forse definitivamente compromesso il suo ruolo politico per i prossimi 5 anni?

Un ruolo fondamentale, ma strettamente istituzionale. Un ruolo nel quale è necessario reprimere i propri istinti personali, per un stile di equità e di larghe visioni? Cosa penseranno adepti di Alleanza Nazionale dopo quel cammino che da Fiuggi, ha portato all’inglobamento nel PDL, e poi alla perdita del proprio leader?

Rifondazione Comunista uscirà dalla Sinistra Arcobaleno

Friday, April 18th, 2008

Dopo i funesti risultati delle per la coalizione Sinistra Arcobaleno che ha fatto vedere i classici "sorci verdi" in quanto non ha raggiunto il quorum necessario per avere qualcuno al parlamento e quindi fare opposizione, questa situazione ha indotto Fausto Bertinotti a dimettersi dalla Sinistra Arcobaleno, e successivamente Franco Giordano ha fatto lo stesso dimettendosi da segretario di Rifondazione Comunista.

Hanno dato le colpe di questa disfatta a Veltroni e alla sua decisione di correre da solo e anche al fatto che hanno creato la coalizione troppo tardi, invece la causa è che hanno fatto le cose in fretta, non si può abbandonare il simbolo della falce e martello che rasenta l’identità di Rifondazione per poi aggregarsi con i Verdi, Sd e i Comunisti Italiani il che è un vero e proprio suicidio politico!

A Luglio ci sarà il congresso di Rifondazione Comunista e lì decideranno di uscire, al 99%, dalla coalizione dopodichè dovranno creare un nuovo simbolo, ripristinare l’identità che fu del Partito Comunista e da lì bisogna cercare di riconquistare gli italiani, solo così si potrà andare avanti altrimenti sarà la fine.

Le dimissioni di Bertinotti

Tuesday, April 15th, 2008

Uno dei momenti più toccanti della giornata di ieri, ma sicuramente dell’intera saga delle è il discorso di Bertinotti, a caldo subito dopo le prime proiezioni consistenti.

Il leader indiscusso di Rifondazione Comunista, è realmente affranto per l’inaspettato colpo subito e rassegna il suo d’animo ai suoi lettori e a coloro che in quel momento lo stanno affiancando.

Un colpo duro per la sinistra, che a detta di molti, ha perso consensi a causa di un attaccamento troppo forte al precedente governo di coalizione, dimenticandosi o tralasciando le motivazione per le quali il popolo di ridondazione da sempre crede in lui e nel partito. Uno smembramento della sinistra più coesa con non ha permesso a Rifondazione di ottenere rappresentanti alle Camere.

Bertinotti rassegna le dimissioni? Beh io spero proprio ci ripensi, anche alla luce dei passi (sbagliati?) fatti nell’ultima legislatura. L’Italia perderebbe uno dei migliori leader politici presenti nel panorama politico.