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Sembra di essere tornati al tempi del medioevo dove c’èrano tasse di qualsiasi tipo anche per fare i propri bisogni, adesso che siamo in piena crisi e i comuni senza l’ici, devono inventarsi delle tasse per rimpolpare le casse del comune, come nel caso del comune di Ravenna dove l’ente pubblico territoriale, ATO, ha deciso di creare un balzello sull’acqua piovana in quanto i costi per lo smaltimento delle acque piovane, devono essere compresi nella tariffa del servizio idrico, insomma una vera tassa sulla pioggia e se più piove, più salata sarà la tassa.
Ovviamente è soppraggiunto l’unione consumatori per protestare contro questa tassa assurda che non ha senso, in quanto i costi di questo tipo possono essere recuperati sulla fiscalità generale e non tamite tassa, è come se l’energia elettrica dei lampioni la pagassero i cittadini tramite bolletta, il che è fuori luogo.
In ogni modo spero che questa tassa sulla pioggia venga eliminata altrimenti tutti i comuni d’Italia seguiranno questo esempio e noi cittadini siamo già stufi di pagare balzelli e in più con questa crisi economica facciamo già fatica a vivere fino a fine mese.
Con la bolletta. Un temporale, in media, incide quasi per il tre per cento sulla tariffa dell’acqua potabile stabilita per ogni utente. La pioggia si paga non solo a Ravenna, ma anche in tutti i comuni della provincia. E non si tratta di uno scherzo.
Via repubblica
Entro lunedì 31 marzo l’Authority per l’energia dovrà comunicare l’aggiornamento delle tariffe della luce e del gas che partiranno dal 1° Aprile, alla luce dei rincari dovuti al caro-petrolio. Lo scorso trimestre l’aumento era di 30 euro all’anno e che sommati a questi, probabili 60 euro fanno 90 euro all’anno in più di spesa famigliare (luce +gas) il che è insopportabile per una famiglia media italiana.
Dobbiamo, per forza, optare su fonti alternative tipo il nucleare, solo così possiamo riuscire a rialzare la testa e quindi evitare gli ulteriori rincari, considerando anche che dal 2004 a oggi c’è stato un aggravio totale pari a 340 euro su base annua!
Entro lunedì 31 marzo l’Authority per l’Energia renderà noto l’andamento delle tariffe nel prossimo trimestre aprile-giugno. Tariffe che - secondo le stime di Nomisma Energia, basate sulle quotazioni del petrolio negli ultimi mesi - potrebbero vedere dal primo aprile della prossima settimana il conto delle famiglie italiane salire di quasi 60 euro su base annua: 17 euro in più per la luce (per la quale si profila un ricaro del 3,9%) e circa 40 euro in più per il metano (+4,1% le attesa di rialzo degli esperti tariffari).
Le bollette del’acqua, gas e rifiuti hanno raggiunto dei livelli difficilmente sopportabile da una famiglia media, la causa non è da imputarsi all’inflazione in quanto l’aumento è il triplo della normale inflazione, ovvio che dietro a tutto questo c’è la speculazione del prezzo a barile del petrolio.Oltre al fatto che la materia prima (pane, carne, benzina etc,) abbia raggiunto dei prezzi elevati, non si può permettere che anche l’acqua, luce, gas e rifiuti costino care quasi come un secondo mutuo, come può una famiglia che ha sul groppone un mutuo da pagare e deve sobbarcarsi anche questi aumenti incontrollati.
Il governo non ha fatto molto per calmierare questi prezzi e la situazione attuale non ci fa sperare che vada per il meglio, anzi l’unica speranza che abbiamo è che il nuovo governo che andrà in auge, a prescindere che sia di destra o di sinistra, possa andare avanti con il programma di riduzione del peso fiscale presente in ogni stipendio/pensione così da avere qualche euro un più da poter tirare qualche sospiro di sollievo.
In ogni modo bisogna già provvedere con le centrali nucleari per poter risparmiare con le bollette della luce, andare avanti sempre di più con la raccolta differenziata e sopratutto fare partire al più presto il federalismo fiscale!
“Scendendo nel dettaglio, si nota che l’acqua è il bene che è rincarato di più, il 61,4% che corrisponde a poco meno del triplo dell’inflazione. Il secondo balzo è stato quello delle tariffe del gas +45%, seguito dal rincaro delle spese per i rifiuti +43% e da quello per i trasporti urbani +35%. Invece sembra quasi moderata la crescita delle tariffe elettriche, un +20,8% che risulta inferiori all’inflazione.”
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Enel dice che senza rigassificatore (è un impianto che permette di riportare lo stato fisico di un fluido dallo stato liquido a quello gassoso) gli italiani pagano molto di più in energia elettrica, attualmente è in costruzione un rigassificatore a Porto Levante in provincia di Rovigo e sarà pronto nel 2009.Enel, Conti: senza rigassificatore 170 milioni sovrapprezzo annuo.
La mancanza di un rigassificatore in Italia che consenta ad Enel di lavorare in proprio i 4 miliardi di metri cubi di gas che il gruppo elettrico importa ogni anno comporta una spesa aggiuntiva di 170 milioni all’anno. Lo ha detto l’ad del gruppo elettrico Fulvio Conti, durante un’intervista che andrà in onda domani sera su Economics, il programma di economia di Rai Educational. Conti, alla richiesta di fare un esempio di sovraccosti sopportati dall’Italia per la mancata realizzazione di alcune opere infrastrutturali, ha parlato della mancanza di impianti di rigassificazione nel nostro Paese. “Noi siamo costretti a rigassificare il gas in Francia e questo, solo per i nostri 4 miliardi di metri cubi all’anno, comporta una maggiore spesa di 170 milioni che poi finisce in bolletta”.
Stiamo consumando più gas di quanto siamo in grado di importare. Stiamo intaccando le riserve, ma esistono per questo e non c’é da allarmarsi”. “Non avere un rigassificatore comporta un costo incrementarle, soltanto per i 4 miliardi di metri cubi di gas che importiamo dalla Nigeria e rigassifichiamo in Francia pari a 170 milioni di euro l’anno, che si scaricano sulle bollette degli italiani”.