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Crisi Hedge Fund, il manager chiude ricco e ringrazia i cretini

Monday, October 20th, 2008

Nel 2008 quando si poteva ancora fare del buon , un manager californiano gestore di un Hedge Fund di Santa Monica, Andrew Lahde, era riuscito ad raggiungere un valore positivo pari al +870% il che lo ha reso ricchissimo, adesso che imperversa la economica in America nuon vuole più scommetetre sulla perdita di valore dei bond ed altri strumenti di credito come i subprime in quanto è diventato troppo rischioso e ha deciso di chiudere i battenti e ha mandato una lettera di ringraziamento ai suoi ex clienti, dove dice che non smetterà mai di ringraziare gli idioti ricchi che scommettevano senza sapere nulla di , ma che per rispetto rimborserà i soldi che loro hanno investito.

Insomma a suo dire gli americani ricchi, quelli che hanno sempre avuto sempre vita facile erano quelli più facili da spennare in quanto la loro boriosità di sapere tutto di ha fatto la fortuna di Andrew, adesso da buon ricco dice “Piantatela con questa storia di voler lasciare il vostro marchio. Buttate via il Blackberry, e godetevi la vita” e ha ragione.

Questo tipo, in sostanza, vuole farci capire che nessuno nasce bravo in queste cose e che il mondo abbonda di polli!

Andrew Lahde, 37 anni, dopo una performance di +870%, dice addio ai clienti (a cui rimborsera’ i denari) con una lettera in cui ringrazia “i ricchi idioti” e gli “stupidi trader” che lo hanno reso agiato. “Buttate via il vostro Blackberry”.

Via bigpicture

Bond in sterline, il recupero dipende dalla "conversione" della Bce

Wednesday, January 23rd, 2008

JC&Associati esegue un’attenta analisi e fore una critica su chi contava su una prosecuzione delle tendenze degli ultimi 5 anni, le prospettive dell’investimento in obbligazioni in sterline presentano, nonostante una svalutazione del 10%, uno scenario a luci ed ombre.
I movimenti di queste settimane sono per certi versi eccessivi, tuttavia le prospettive dell’ britannica sono certamente meno brillanti che nel recente passato.
In assenza di un’inversione di tendenza nel breve termine (possibile ma al momento non probabile), una strategia potrebbe essere quella di attendere i nuovi orientamenti della BCE (che a nostro parere potrebbero giungere a metà 2008), che segnalando un atteggiamento meno intransigente sui tassi di interesse potrebbero innescare una temporanea debolezza della valuta europea sia contro dollaro che contro sterlina.

La notevole stabilità del cambio euro/sterlina degli ultimi anni ha tratto molti operatori in inganno, creando la falsa sicurezza che si sarebbe potuto beneficiare dei maggiori rendimenti delle emissioni denominate nella valuta britannica senza eccessivi rischi di svalutazione. In effetti, per circa cinque anni così è stato, chi ha investito in obbligazioni denominate in sterline ha beneficiato in media di rendimenti superiori a quelli in euro in una situazione di sostanziale stabilità valutaria.
Quest’autunno però, la combinazione di notizie sempre più preoccupanti sul lato economico (in particolare del settore finanziario e immobiliare), abbinate alla di Northern Rock (che ha certamente minato la credibilità della banca centrale inglese) e al taglio dei tassi di riferimento, ha creato le condizioni per una significativa svalutazione (circa il 10%) della sterlina contro euro.

Fonte

Qualche luce sui Bond Argentini

Monday, December 31st, 2007

Abbiamo già parlato dei Bond argentini o Tango-bond
Purtroppo la situazione non è stata delle più rosee e da anni oramai si aspetta una soluzione che provochi quanto meno danni è possibile.

Non c’è una soluzione di rientro completa ma sembra che ci sia uno spiraglio dove poter recuperare il 30%, offerta migliore della precedente emessa nel 2005 dove si offriva il 25% di rientro riemettendo e quindi investendo di nuovo sui nuovi bond.

Insomma, si starebbe riaccendendo una speranza, molto probabilmente l’ultima, per i possessori degli ormai famigerati tango-bond congelati. Si parla sulla stampa di una possibile nuova proposta economica. L’ultima chiamata per gli obbligazinoisti esteri finiti loro malgrado nel vortice del crack, molti dei quali, ricordiamolo, sono italiani

Via TGFin

Gli Etf che rappresentano bond, alternativa interessante

Wednesday, December 12th, 2007

Gli Exchange Traded Funds (sigla ETF, letteralmente “fondi indicizzati quotati”) sono una particolare categoria di fondi, le cui quote sono negoziate in Borsa in tempo reale come semplici azioni, attraverso una banca o un qualsiasi intermediario autorizzato.L’indicizzazioneUna delle caratteristiche peculiari di questo strumento è costituita dall’indicizzazione: gli Etf replicano infatti passivamente la composizione di un indice di mercato (geografico, settoriale, azionario o obbligazionario) e di conseguenza anche il suo rendimento. Se ad esempio l’indice S&P 500 si apprezza del 2%, l’Etf legato allo S&P 500 registrerà un rialzo della stessa proporzione.Gli Etf si caratterizzano come una via di mezzo tra un azione e un fondo e consentono di sfruttare i punti di forza di entrambi gli strumenti.In particolare acquistando un Etf, è possibile realizzare la diversificazione e la riduzione dei rischi tipica di un fondo di investimento, scambiando le quote del fondo come una normale azione. La trattazione in continua degli Etf rende infatti possibile conoscere il valore di mercato in ogni istante, a differenza dei fondi comuni di investimento tradizionali, il cui valore viene fissato una sola volta al giorno, generalmente a fine giornata.
(cosa sono gli ETF)

Di seguito un’analisi sugli ETF:

ETF che seguono l’andamento dei titoli di stato (non dell’area euro)
Trattandosi di prodotti che seguono mercati diversi, le performance
sono ovviamente del tutto scollegate. Il numero di quote trattate è abbastanza
limitato, tuttavia lo spread denaro-lettera è mediamente contenuto e consente di
acquisire esposizione in titoli di Stato in valuta a costi sicuramente più
contenuti rispetto all’acquisto diretto dei titoli (sul quale pesano le
commissioni sia sulla negoziazione del titolo che della valuta).L’efficienza di
questi prodotti è quindi buona (anche rispetto ai loro benchmark di
riferimento), soprattutto se si devono acquistare importi relativamente ridotti.
Grafico

ETF che seguono l’andamento delle obbligazioni Corporate
Ci sono solo due ETF che seguono il mercato delle obbligazioni
Corporate; uno sul mercato europeo e uno su quello USA. I volumi scambiati sono
accettabili solo per il prodotto sull’Europa.In termini di efficienza,
trattandosi di ETF che seguono un mercato molto vasto ed eterogeneo, possono
essere strumenti interessanti solo in alcune fasi di mercato (certo non quella
attuale).
Grafico

ETF che replicano l’investimento sul mercato monetario
I due prodotti sul mercato monetario sono di recente costituzione,
è quindi troppo presto per valutarne l’efficienza (anche se dopo le prime
settimane di negoziazione le valutazioni sono positive).I volumi di negoziazione
elevati e il ridottissimo spread denaro-lettera consentono di effettuare
investimenti sul mercato monetario a costi decisamente ridotti. Se le premesse
verranno mantenute, questi due ETF potrebbero diventare un’alternativa davvero
interessante per gli investimenti a bassissimo rischio.
Grafico

Fonte

Obbligazioni argentine, ancora nell’occhio del ciclone

Tuesday, October 9th, 2007

I Tango Bond sono le famigerate obbligazioni che l’Argentina si rifiutò di rimborsare, offrendo in cambio altri titoli per un quarto del valore, la faccenda verificatasi nel 2001 scosse un po’ tutto il mercato internazionale.

Chi ha in tasca i Tango bond non vedrà i suoi problemi risolti in breve tempo. Alcuni possessori rifiutando l’offerta Argentina purtroppo ad oggi si ritrovano con in mano un pugno di mosche, questo è quanto ha dichiarato l’ex ministro delle Finanze Roberto Lavagna.
Una dichiarazione dura che ha scatenato una replica dai toni piuttosto accesi di Nicola Stock presidente della Task Force Abi, chiamando in ballo il ricorso Icsid.

“Il ricorso Icsid (un organismo della Banca mondiale che decide sulle controversie finanziarie internazionali, n.d.r.) a tutela dei risparmiatori italiani prosegue nei tempi previsti”, ha detto Stock. “Sono da respingere le affermazioni dell’ex ministro dell’, Roberto Lavagna, candidato alle elezioni presidenziali, che pensa di conseguire consenso elettorale utilizzando quale mezzo l’esproprio finanziario perpetrato ai danni di obbligazionisti internazionali, in particolar modo i piccoli investitori italiani. Lavagna dimentica le pressioni internazionali che nascono sia dalle numerose cause perse ed altre pendenti presso i tribunali di New York e di Francoforte, sia dai ricorsi dinanzi all’Icsid in particolare quello dei 190.000 obbligazionisti italiani, ormai in fase d’avvio”.

In Argentina però esiste una campagna atta ad abolire il Ciadi/Icsid cominciata il 24 Settembre scorso, maggiori dettagli su unimondo.oneworld.net, questa campagna è nata proprio perchè Ciadi/icsid hanno recentemente condannato l’Argentina a risarcire 105 milioni di dollari alla multinazionale Vivendì (francese).

Stock ribadisce che l’Argentina, gravemente inadempiente, dispone delle risorse finanziarie per risolvere la questione perché “ secondo i dati economici dell’Argentina, il Paese registra tassi di crescita annuali pari a circa l’8% annuo. Inoltre numerosi economisti internazionali confermano che il ricorso al mercato dei capitali è precluso al Paese fintanto che non si risolva la questione degli obbligazionisti che non accettarono l’offerta di scambio argentina (holdout)”.

Infatti, ricorda Stock, lo stesso Guillermo Nielsen, sottosegretario alle Finanze della Repubblica Argentina, proprio con il ministro Roberto Lavagna, organizzatore e principale esecutore dell’offerta pubblica di scambio del 2005, ha dichiarato nella rivista economica argentina “Fortuna” del 24 agosto 2007: “… La conclusione istituzionale per un pieno ritorno al mercato comprende anche l’implementazione di una proposta per porre fine agli “holdouts”.

Sta diventando un gioco allo scaricabarile che vede come protagonisti Governi e illustri personaggi ma le vittime sono sempre gli investitori con le tasche piene di Tango Bond.

Via La Repubblica | Economia

Bond euro in rialzo, conti pubblici e patrimonio

Wednesday, June 27th, 2007

Finalmente a Londra aperta la seduta in rialzo per i bond euro tutto all’inseguimento dei titoli del tesoro USA.
Ci si aspetta che le borse europee siano deboli, grossi timori per i mutui ’subprime’.
Via Reuters

La del subprime non è un fatto isolato titolava proprio ieri Reuters in questo articolo mettendo in evidenza che

La dei subprime, inoltre, ridurrà i consumi e la costruzione di nuove case nei 12-18 mesi a venire.

Ma ci si aspetta di meglio per la borsa italiana, infatti i conti pubblici migliorano anche se è solo una stuazione temporanea dovuta probabilmente ad un gettito d’entrate più elevato.

“Va messo in evidenza che la finanza pubblica e le pubbliche gestioni appaiono tutt’ora percorse da un diffuso stato di emergenza che persiste nonostante le buone intenzioni dei governi che si succedono”, ha detto il procuratore generale Claudio De Rose sul Rendiconto generale dello stato.

Secondo la magistratura contabile “a loro volta anche i dati delle pubbliche gestioni continuano ad essere contrassegnati dall’emergenza e dalla provvisorietà di misure e rimedi e da condizioni di efficacia, efficienza e economicità mediamente precarie o inadeguate”.

Infine De Rose si è concentrato sui rimedi, suggerendo al Tesoro di fare minor conto sullo strumento delle cartolarizzazioni, molto sfruttato negli ultimi anni ed ora meno efficace sui conti pubblici anche per le nuove normative di Eurostat, e sui proventi provenienti dalle società pubbliche

Continuiamo quindi a valorizzare i nostri investimenti su società pubbliche come Eni (quotazione) Enel (quotazione) o Finmeccanica (quotazione)

Via Reuters - Borsa Italiana