Finalmente qualcosa si muove. Sembra che la crisi finanziaria che ha colpito le borse di tutto il mondo oggi si è nascosta all’ombra delle dichiarazioni della Unione Europea. Sembra che il piano anticrisi, almeno per oggi, stia funzionando.
Continuano a scendere i tassi Euribor con scadenza tre mesi, dopo il taglio dei tassi da parte dalle maggiori banche centrali, per garantire maggiore liquidità al sistema finanziario. Il tasso Euribor a tre mesi, infatti, è sceso oggi al 5,318% rispetto al 5,381% di venerdì Più marcata la flessione per la scadenza a una settimana che, grazie alle nuove iniezioni di capitali, scende al 4,369%, mentre il tasso a 1 mese si assesta al 5,024%.
Il taglio del tasso di mezzo punto è stato provvidenziale, c’è ancora molto da recuperare però infatti ricordiamo a tutti che nel Gennaio 2000 il tasso euribor (3 mesi) si assestava attorno al 3,338% cifre molto diverse da quelle attuali, cifre che ancora pesano nelle tasche dei possessori di mutui.
Come si può pensare di battere la crisi, se in ogni giornale ed organo di stampa, su dieci pagine se ne dedicano
altrettante a descrivere la gravità della situazione e quanto siamo messi male e, solo un articolo o, al massimo due si occupano di non allarmare troppo il lettore?
Nessuno vuole sottovalutare quanto sta accadendo in questo momento, sicuramente gli avvenimenti odierni hanno portata storica, però i cittadini, oltre che spettatori, sono anche vittime ed allora?
Sarà banale ma, prima di tutto, se c’è una crisi vuol dire che prima o poi finirà e torneremo a crescere con nuove regole che renderanno, o potranno rendere, migliore il mercato.
Per chi pensasse che certe idee sono sciocche, vorrei avvisare che le stesse identiche argomentazioni, sono state usate, riguardo i rincari del petrolio, dall’Economist, in tempi non sospetti, quando il greggio aveva superato i 130 $ al barile; puntualmente si è avverato che l’euro si è indebolito ed il petrolio è sceso.
Su un inserto del Corriere della Sera, ieri c’era un intervista con Gary Backer, nobel per l’economia, il quale affermava essere una crisi ancora lunga, ma che comunque i fondamentali reggeranno e quindi consigliava di non vendere a qualsiasi prezzo.
Se non cominciamo a darci da fare per trovare argomenti che possano guidarci verso la luce dopo il tunnel, rischiamo tutti di finire schiacciati dalle nostre paure.
Qualcuno afferma essere stata dei capi di stato dell’Unione Europea, la responsabilità del crollo di ieri, perché, nonostante i paroloni, ancora una volta l’Europa, esce divisa ed incapace di intraprendere azioni comuni senza a causa del provincialismo di tanti Paesi che si sono offesi per la riunione del G4 in cui, le Nazioni che più contribuiscono ai conti della UE, hanno cercato di essere unite e mettere a punto un piano comune. In ogni caso, credo sia utile oggi tenere i nervi saldi, e ricordarsi, repetita iuvant, che la crisi com’e iniziata, finirà, e non succederà fra dieci anni ma, visti i tempi sempre più ristretti di reazione, ma ben prima e per chi avesse voglia anche di un po’ di populismo, si sappia che molti grandi top manager, (negli USA, qui da noi nessuno paga e pagherà mai per nulla), sono costretti a vendere case e suppellettili per far fronte ai licenziamenti mentre altri sono stati direttamente arrestati.
Le brutte notizie fanno vendere i giornali, ma non aiutano a star meglio…
Non sempre chi scommette quando le borse sono in calo perde tutti i soldi investiti, anzi scommettere sui ribassi con gli Etf, Exchange Traded Funds, (fondi indicizzati quotati) che rappresentano una particolare categoria di fondi, le cui quote sono negoziate in Borsa in tempo reale come semplici azioni, attraverso una banca o un qualsiasi intermediario autorizzato, può essere una ottima soluzione e chi investe può incassare performance inverse a quelle dell’indice long sullo stesso paniere di titoli.
Il mercato degli Etf a Piazza Affari, la Borsa italiana, si sta caratterizzando come un particolare settore di Borsa alternativo a quello delle azioni, diffatti a marzo il mercato Etfplus (un mercato dedicato alla negoziazione di quote o azioni di OICR “fondi comuni e SICAV” aperti nonché Exchange Traded Commodities “ETC”) ha segnato il nuovo record per controvaloremedio giornaliero degli scambi pari a 199,4 milioni di euro e in più sono stati generati ben 974 contratti medi giornalieri.
In ogni modo bisogna stare attenti in quanto il il tasso di volatilità nelle nuove proposte è ormai quasi sempre a livelli estremi, praticamente una manna per gli speculatori.
Insomma per investire bisogna puntare sui fondi a livello Short (corto) che si riferisce agli indici che fanno guadagnare coloro che investono quando scendono i titoli;
Ci analisi ben strutturate a questo livello e c’è chi dice che
Gli indici short replicati dai 5 nuovi Etf settoriali strutturati della Deutsche Bank consentono di scommettere sul ribasso dei risultati di cinque settori del DJ Stoxx 600: DJ Stoxx 600 Banks Short Index, DJ Stoxx 600 Health Care Short Index, DJ Stoxx 600 Oil & Gas Short Index, DJ Stoxx 600 Technology Short Index e DJ Stoxx 600 Telecommunications Short Index. Le scommesse a perdere su indici azionari sono di natura speculativa.
Per esempio, l’indice settoriale delle banche dallo scoppio della crisi dei subprime nell’estate del 2007 è in rosso; quanto al Nasdaq, chi l’avesse comprato short quando era al suo massimo di oltre 5mila punti, nel marzo 2000, e avesse ancora oggi un Etf short sul Nasdaq, avrebbe guadagnato oltre il 50%, perché di tanto è sceso l’indice da allora (ora è attorno ai 2350-2400 punti).
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Le Borse asiatiche si avviano a chiudere per la seconda seduta consecutiva in rialzo, consolidando il rimbalzo messo a segno ieri dopo un avvio di settimana disastroso. E dopo la giornata di passione di ieri, in cui 220 miliardi di euro sono andati in fumo per il mancato taglio dei tassi da parte della Bce, le Borse Europee rialzano la testa. Brilla Milano: in apertura il Mibtel ha fatto segnare +2,96%, Parigi apre a +2,86%, Londra a +1,08%, Francoforte a +1,8%
Borse europee in netto rialzo a metà seduta, incoraggiate dalla performance registrata nella notte da Wall Street, nonchè dagli ottimi dati diffusi da Nokia. A Milano il Mibtel registra un progresso del 3,4% e l’S&P/Mib del 3,7 per cento. Parigi, inoltre, mette a punto un guadagno del 4,8%, Amsterdam del 5,5% e Francoforte del 6,3%. Londra, infine, guadagna il 4,5 per cento, dopo un 2007 in forte crescita.
Sui mercati è inoltre scattata la caccia ai buoni affari, visto le basse quotazioni di numerosi titoli. È invece passato in secondo piano l’annuncio che Socgen ha effettuato svalutazioni per 6,9 miliardi di euro, dei quali due legati all’esposizione ai mutui subprime.
Dopo tre giorni consecutivi di rosso e la decisione della Bce di non tagliare i tassi, tornano decisamente a respirare le Borse europee. Le principali piazze finanziarie europee a metà giornata hanno ampliato i rialzi messi a segno in apertura. Al giro di boa di metà seduta. Francoforte guadagnava il 5,6%, Parigi il 4,8% e Londra il 4,5%. Tutti gli indici Euro Stoxx di settore indicano rialzi, in particolare modo per le banche, le auto, risorse di base, tecnologia, utilities, costruzioni e il comparto del turismo. Milano, che aveva aperto con un +2,96% gira con il Mibtel a +3,4%.
Seconda seduta positiva anche per le borse asiatiche dopo il tracollo di inizio settimana. Il rimbalzo di Wall Street ha sostenuto l’andamento dei listini, trainati anche dalla crescita del Pil cinese. I mercati continuano a scommettere su un nuovo taglio dei tassi da parte della Federal Reserve dopo l’intervento di martedì, un’aspettativa che alimenta la fiducia degli investitori. Dopo Tokyo, che ha chiuso segnando il a +2,06%, Hong Kong ha fatto registrare il +1% e Shanghai lo +0,02. In decisa crescita Seul (+2,04%) e Singapore (+3,70%). La Borsa di Tokyo ha dunque chiuso in rialzo sulla scia del rimbalzo di Wall Street ed è tormata sopra la soglia critica dei 13mila punti. Spinto anche dalla stabilità del dollaro seguita al taglio dei tassi Usa, positiva per l’export nipponico, l’indice Nikkei ha guadagnato il 2,06% e si è attestato a 13.092,78, dopo che martedì era sceso per la prima volta dal 2005 sotto quota 13mila. Ora bisogna vedere come si comporteranno le piazze europee dopo tre sedute consecutive in rosso e i pessimi risultati registrati ancora mercoledì. A Londra, i bookmaker finanziari della City scommettono su un rally del 3-4% per i principali indici
La paura della recessione Usa, con gli inevitabili contraccolpi sull’economia mondiale, manda a picco le Borse asiatiche che chiudono la seduta con un vero e proprio bagno di sangue: Tokio e Hong Kong registrano perdite intorno ai quattro punti percentuali, gli indici cinesi tra i quattro e i cinque mentre Seul ha chiuso in ribasso del 3%. I listini dell’area (l’indice Msci Asia-Pacifico arretra del 2,4%) si trovano ai minimi degli ultimi cinque mesi. Il piano anti-recessione da 150 milioni di dollari presentato da Bush venerdì scorso non ha dunque tranquillizzato i mercati. Wall Street, dopo il suo annuncio, aveva perso terreno passando in territorio negativo e chiudendo in ribasso.
Tokyo, Shanghai in crisi nera come testimoniano varie analisi qui riportate andranno a produrre altra negatività su wall street.
IN 20 GIORNI -13% - L’indice Nikkei ha terminato la seduta in ribasso del 3,86% a 13.325 punti. Dall’inizio dell’anno l’indice ha perso circa il 13%. «Molti dei problemi di oggi derivano dal fatto che il Giappone si aspettava molto dal piano economico presentato venerdì», osserva un broker. Forti i ribassi anche sulle altre Borse asiatiche: in profondo rosso Mumbay e Shanghai, dove le perdite sono ben superiori al 5%, Hong Kong (Hang Seng in calo il 4,5% circa) e Singapore (-3,80% il Singapore Straits). L’indice di Shanghai è scivolato sotto la soglia dei 5.000 punti sui timori per i livelli di liquidità dopo che Ping An Insurance, la seconda compagnia assicurativa del paese, ha annunciato un importante piano di emissione di nuove azioni e obbligazioni.
fonte corriere
E scivola sotto la soglia dei 5.000 punti la Borsa di Shanghai, sui timori per i livelli di liquidità dopo che Ping An Insurance, la seconda compagnia assicuratrice del Paese, ha annunciato un importante piano di emissione di nuove azioni e obbligazioni. L’indice composito ha perso il 5,14% a 4.914,44 ai minimi da un mese. Male anche Shenzhen, -4,6 per cento. Prevale un sentiment negativo, sull’ipotesi di forti svalutazioni per big del credito come Icbc, Ccb e Bank of China. L’effetto domino non finisce qui: in forte ribasso anche Hong Kong, dove l’indice Hang Seng ha perso il 5,5% a 23.818,86 punti, scendendo sotto la soglia dei 24mila punti.
fonte sole24ore
Borse asiatiche in forte calo per la paura di un recessione negli Usa. Non convince i mercati il piano da 140 miliardi di aiuti fiscali presentato dal presidente Usa George W. Bush. E si teme anche una nuova ondata della crisi dei mutui subprime.
fonte repubblica
Mattinata molto movimentata nelle borse europee. Tutte in rialzo, nonostante le aspettative.
Questo slancio dei mercati europei è dovuto all’uscita dei dati statunitensi che hanno mostrato il più forte balzo della produttività del lavoro degli ultimi quattro anni (+6,3%) e una contestuale diminuzione del costo del lavoro unitario (-2%) superiore alle attese.
Dati che hanno smosso così i nostri mercati, coinvolti nell’ascesa Mibtel, S&P/Mib, il Dax tedesco, il Cac40 francese oltre che tutti i titoli dell’energia.
Nel settore dell’energia si sente la mano di OPEC, trainati dall’ascesa delle quotazioni del greggio