Penso che l’immagine che vedrete non abbia bisogno di commenti. Ryanair, la principale compagnia low cost del mondo, nel sito italiano, attacca il Governo italiano con le sue stesse armi. Usa la bomba Bossi, e in particolare il suo dito medio contro l’inno di Mameli, per pubblicizzare una sua nuova promozione.
Non solo. La protesta è chiara: STOP ai continui aiuti ad Alitalia!
Questo il messaggio completo:
Il Governo…
Supporta le alte tariffe di Alitalia
Supporta i frequenti scioperi di Alitalia
Se ne frega dei passeggieri italiani
Bossi… Bossi… ma dovevi proprio tirarlo fuori quel dito? In ogni caso Bossi se l’è cercata, ma è un vero attacco alle istituzioni italiane.
p.s.: grazie a San Tin per la segnalazione!
L’opinione pubblica nelle pubbliche settimane pare esterefatta: la destra ha vinto! Sembra di tornare indietro di un paio di anni, quando tutti erano sbalorditi per la vittoria di Prodi e fino a pochi giorni fa sembrava che nessuno lo avesse votato. Oggi è il contrario… sembra che tutti siano schifati dal successo di Silvio e Umbertone “Celoduro” Bossi nazionale.
Il fatto più eclatante però ha un nome. Si chiama Angela Maraventano. Classe 1964 e vicesindaco di Lampedusa. Cos’ha di particolare? E’ Senatrice della Repubblica per la Lega Nord, eletta in Emilia Romagna.
Ieri sera in televisione ho visto l’intervista. La sua lampedusità non è minimamente repressa. L’orgoglio per la sua isola è più forte che mai. E’ proprio il suo Lampedusa Pride è il responsabile del suo accanimento. Vedere la sua splendida isola decadere sotto i colpi dell’isolamento e dell’immigrazione l’ha portata a contattare qualsiasi forza politica, per poter migliorare la situazione. L’unica forza che ha risposto è stata la Lega Nord e con orgoglio le indossa il fazzoletto verde della Padania e sogna il tuffo nel Po!
Lampedusa schiacchiata dall’immigrazione. Bersagliata da migliaia di arrivi, soprattutto Libici, nel ponte del 25 aprile: mare calmo, tempo buono!!! Lampedusa che vorrebbe essere annessa alla provincia di Bergamo… speriamo non abbiano problemi con i dialetti.
Pochi avrebbero scommesso sulla possibilità che la Lega Nord catturasse l’attenzione degli italiani e quindi ha avuto la possibilità di prendere una bella porzione di seggi sia alla camera sia al senato.
Altri partiti come la Sinistra Arcobaleno e il partito socialista che credevano di prendere buoni voti e quindi di fare opposizione in senato e in camera, non hanno fatto i conti con l’oste e di fatto vengono esclusi, certo il perchè di una ecatombe è dovuta al fatto che la Sinistra Arobaleno è nata subito dopo la fine del governo Prodi e in più l’alleanza di Rifondazione Comunista con i verdi è parsa come una presa in giro per gli stessi comunisti che non gradiscono Pecoraro Scanio.
La Lega Nord ha fatto il suo punto di forza il federalismo fiscale tanto amato dagli italiani e quindi essenziale in questa situazione di crisi e in più lotta contro gli immigrati clandestini, cose che, evidentemente, stanno a cuore al popolo italiano a prescindere dalle “fucilate” di Bossi.
Staremo a vedere come si comporterà la Lega durante questo nuovo governo di Berlusconi e sopratutto come si comporterà Bossi come ministro delle riforme (che Berlusconi gli ha promesso), conoscendo le sue interperanze non tanto professionali potrebbe succedere tutto.
La Lega sfonda al Nord ed esclude ogni frizione con gli alleati. Bossi: “Silvio è un amico, rispetteremo i patti. Il primo atto del prossimo governo sarà il federalismo fiscale”. E si propone come ministro
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Oggi è l’ultimo giorno di campagna elettorale e abbiamo visto il leader del Pdl, Berlusconi, attaccare chiunque non fosse d’accordo con lui, dava a tutti del comunista, ed è convinto che ci saranno dei brogli elettorali, mentre il leader del Pd, Veltroni, oltre a difendersi dagli attacchi di Berlusconi ha esposto il programma del Partito Democratico, ha cercato di far capire a tutti che per risollevare l’Italia bisogna attuare le riforme, cosa che Berlusconi non ha voluto sottolineare durante i suoi comizi in tutta Italia.
Ovvio che se vincerà il Pdl, sarà soggetto alle intemperanze della Lega di Bossi per cui sarà un pò difficile che possano mettersi d’accordo Bossi, Fini e Berlusconi, il 1994 insegna.
In ogni modo quello che conta, in questo momento, è l’attuazione delle riforme, dalla crescita del pil in modo che l’economia possa ripartire, limitare la precarizzazione, puntare sulla ricerca, e tanto altro.
Poi, per ogni parola chiave della sua campagna Veltroni cita e ringrazia un testimonial con lui sul palco a fargli da corona. Parla di impresa, di crescita del Pil come chiave fondamentale per ripartire e cita Matteo Colaninno. Parla di lavoro e cita Pietro Ichino «che lavora da anni per coniugare flessibilità e lavoro». Con una chiosa importante: «Sono tra quelli - dice - che non pensano che si possa attribuire la responsabilità della precarizzazione della vita delle persone alla legge Biagi. Anzi. Si tratta di una normativa che ha disciplinato la flessibilità». Parla di giovani e cita il venture capital «che esiste in Francia ma non da noi». Parla di ricerca e ovviamente cita e ringrazia Umberto Veronesi, approfittando per lanciare un duro monito: «Fuori la politica dagli ospedali.
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