Domenico 31 agosto comincerà il campionato di calcio 2008/2009.
Non me ne vorranno i tifosi, tanti, ma mette tristezza, specie dopo le olimpiadi e le splendide performance di atleti che gareggiano con spirito sportivo, veder ricominciare il “grande baraccone” che ormai, di sportivo ha ben poco.
Sicuramente anche quest’anno milioni di euro se ne andranno per la sicurezza degli stadi e per il trasporto dei tifosi, capiteranno nuovi incidenti e tutti rimarranno a bocca aperta commentando disgustati il mondo del pallone: a proposito mi piacerebbe sapere se i tifosi dell’inter hanno poi pagato i danni provocati ad un asilo di Parma che è stato gravemente danneggiato e per il quale il presidente Moratti osò dichiarare che…i tifosi non si erano resi conto di essere entrati in un asilo…
Poi, la settimana seguente, tutto tornerà come prima, niente scandali, (calciopoli???), niente riferimenti ai morti, non si sa mai che qualcuno ricordi…e soprattutto che nessuno faccia due conti sulla massa di addetti delle forze dell’ordine che, invece di presidiare il territorio vista l’ emergenza criminalità che ci attanaglia, saranno costretti a stare allo stadio a prendersi sputi, insulti, monetine e quant’altro in testa.
Lo spettacolo deve continuare, i soliti noti dirigeranno la musica, (Matarrese e Pescante da quanti anni sono ai vertici del calcio visto che l’articolo nel link è dell’agosto 96?) ed il popolo bue potrà tornare a gioire dopo 18 giorni passati a guardare disgraziati poco pagati che mettono il cuore nello sport.
L’orecchio umano pare sia tristemente abituato a subire continuamente sollecitazioni. Il silenzio totale è scomparso. Lo possiamo trovare nel mezzo dei deserti africani o sotto l’oceano. Oppure nell’asetticità di una camera insonorizzata. Un organo maltrattato e non abituato alle quiete totale, tanto da far temere il silenzio stesso.
Ci sono però campanelli dall’allarme che ogni tanto scattano, come per dire “ma che ca**o sta succedendo?”… a me ne è scattato uno ieri sera. Colpa del televisore? No, non era molto alto. Colpa di quello che è uscito dal televisore, semanticamente parlando. Colpa di una società che secondo me è proprio andata a pu**ane (scusate la parola andata…).
Il soggetto di questo scompiglio: un giocatore del Barcellona di nome Eto’o. Camerunense di nascita Samuel Eto’o Fils è un classe 1981. Dal prossimo anno potrebbe trovarsi in tasca 6 MILIONI DI EURO netti all’anno, senza contare eventuali sponsor e guadagni non legati al Milan!
L’affare dovrebbe andare in porto sulla base di 31 milioni di euro, che finiranno nelle casse dell’Arsenal. Al giocatore contratto di 5 anni, a 6 milioni a stagione. (via quotidiano net)
Non so se le vostre orecchie e i vostri cervelli si sono ormai congelati e abituati a tutto ciò. A me sinceramente non va bene. 6.000.000 € all’anno, netti. Sono 500.000 € (cinquecentomila euro) netti al mese. Praticamente 16.438 € al giorno netti. Praticamente 16.438 € al giorno netti. Praticamente 16.438 € al giorno netti. Ma vi rendete conto?
Mi spiego meglio. Se il nostro amico, preso come capro espiatorio ma alla pari di moltissimi altri giocatori di calcio, lavorasse 24 ore al giorno, 7 giorni a settimana (24/7) per ogni giorno dell’anno, il suo guadagno orario sarebbe di 684,93 € netti. Se invece ipotizziamo 6 ore di allenamento al giorno, per 300 giorni, beh allora ogni ora viene pagata circa 3.333 €. Non male per tutti coloro che si propone a 100€ lorde orarie per svolgere servizi informatici di alto livello, si sente rispondere di essere cari!!!
Ma voi cosa ne pensate?
foto di Luca Cherubin
Dopo la scandalosa figura di ieri sera contro l’Olanda e la proposta di alcuni ministri leghisti di fissare per il 9 giugno una giornata di lutto nazionale (cazzata inventata dall’editore, ndr) dalla lega calcio sono arrivati i nuovi schemi di allenamento per la nazionale italiana tutta e anche per il coach Donadoni. Vediamo quindi subito un’istantanea degli allenamenti.
Vergogna! Io non so nulla di calcio e non mi permetto di dare giudizi tecnici. Ma ho sempre vissuto per lo sport e quelle 11 amebe scese in campo negli occhi non avevano alcuna emozione. Forse nemmeno paura. Erano semplicemente su quel foglio verde, tanto per stare lì. Questa è la cosa più triste. Una sconfitta ci può benissimo stare, se l’avversario l’ha ottenuta con decisione e se lo sconfitto ha dato tutto.
Triste ragazzi, triste. Almeno però avete cantato tutti l’Inno di Mameli: magra consolazione.
Foto di pignews.com
Domenica l’Inter ha vinto lo scudetto; a Parma si sono avuti scontri fra la tifoseria interista e la polizia, danni a cose e persone: tutto normale?
Parrebbe di si dato che i giornali, per esempio il Corriere della Sera, nel dedicare quattro pagine di commenti alla finale scudetto, ha deciso di non annoiare i lettori con amenità riguardanti i soliti episodi di violenza dedicandogli alcune righe ed un trafiletto.
Facendo un rapido resoconto, due poliziotti sono stati feriti, anche se non in maniera grave, un asilo è stato demolito, la vetrina di un bar è stata frantumata, dei giardini sono stati resi inservibili ed alcune automobili sono state danneggiate.
Interessa qualcuno tutto questo? Secondo me, tolti: il centinaio di genitori costretti a tenere i figli a casa per l’inagibilità dell’asilo, i familiari dei due poliziotti, i proprietari del bar che perderanno soldi non potendo aprire subito, il comune di Parma che dovrà spendere denaro contante per ripristinare i giardini ed infine i proprietari delle auto danneggiate, a nessun altro fregherà nulla.
Addirittura, pare che il presidente dell’Inter Massimo Moratti, abbia giustificato la demolizione delle suppellettili dell’asilo, dicendo che i tifosi credevano si trattasse di una zona interna allo stadio (l’Informazione di Parma): e anche se fosse, si ha diritto a demolire uno stadio?
Mi sembra tutto davvero assurdo, per prima cosa l’ atteggiamento dei quotidiani che, spendono fiumi di parole sui rom come se fossero la sola causa dell’ insicurezza dei cittadini, (torneremo sul discorso sicurezza) mentre sugli imbecilli delle nostre parti, (per rispondere a chi giudica questi elementi non imbecilli ma vuoti, ricordo che nel passato, non molto lontano, giovani pieni di ideali/ideologie, hanno allegramente ucciso altre persone perché giudicate inferiori piuttosto che borghesi e/o perché no, nemici della patria: meglio ieri o oggi?)pare non ci sia nulla da dire: ordinaria amministrazione.
Mi hanno insegnato che le Leggi, per avere valore, devono discendere da costumi condivisi e pare che agli italiani non interessi molto che oggi il calcio rappresenta: una perdita netta in termini economici per la collettività, un rischio per chi si reca allo stadio ed uno sfogo per delinquenti che hanno, nell’ arena calcistica, la possibilità di fare il bello ed il cattivo tempo, (qualcuno ricorda i tifosi romanisti che decisero che una partita NON andava giocata?).
Potranno mai cambiare le cose se i cittadini per primi paiono contenti che il giocattolo calcistico mai si fermi, indipendentemente dai danni “collaterali” che settimanalmente provoca? Comunque: tutti agli europei e chi se ne frega.
foto di fratemarpione
Era ora che il fisco battesse cassa nel mondo del calcio, 754 milioni di euro non sono bruscolini!
Un mondo del calcio in costante affanno con il Fisco: 754.417.480 milioni di debiti al 28 novembre 2007 e 102 società su 193 complessive assoggettate a procedure esecutive in sede di riscossione (sequestri, pignoramenti e via dicendo).
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Il mondo del calcio deve alle casse dello Stato 754,4 milioni di euro. A tanto ammontano infatti le tasse che ancora devono essere versate all’erario da parte dell’intero sistema del calcio, dalla serie A a quelle minori.
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